Diario di Agnese - 2
Oggi a Damasco ho visto una Siria che prova a rialzare la testa e a dire quanto è bella e quanto è ancora viva.
T. ha 30 anni e mi racconta di essere rientrato dopo tanti anni all’estero.
Anni di diaspora per stare al sicuro.
Mi dice che non va tutto bene, che non è tutto a posto e che i suoi amici si lamentano di tante cose.
"Ma per la prima volta ho speranza nel futuro.
Dio ha costruito il mondo in 7 giorni, vogliamo noi mettercene di meno a ricostruire dopo una guerra?".
Dopo anni di desolazione, guardando al futuro, pensa a che domani potrebbe essere, e in quel condizionale c'è tutta la sua determinazione.
Al mercato ci scambiano per turiste e si emozionano… "ma allora ci sono i voli dall'Italia per venire da noi?!”.
Sabato pomeriggio lo struscio è al massimo del suo splendore al mercato coperto: profumi di spezie e dolcetti tra spintoni di uomini, donne e bambini che scivolano avanti e indietro per il suk e si attardano davanti ai negozietti.
Ha un sapore di normalità.
Andiamo a trovare una famiglia.
Erano fuori Damasco per lavoro, ma rientrano un giorno prima apposta per poterci ospitare.
Dopo anni continua a commuovermi questo affetto e questa disponibilità, per noi che siamo un gruppo di persone che cambia spesso.
Oggi siamo in 4.
Questa famiglia la conosce molto bene M. perché stavamo con loro al campo profughi in Libano.
Io li incontrai 3 anni fa.
Le altre due volontarie li conoscono oggi per la prima volta... eppure ci tengono molto ad averci qui.
Portiamo noi il pollo e le patatine, perché anche se sono molto ospitali e pronti a dare tutto, sappiamo che sono tempi duri e di ristrettezze.
I bimbi si entusiasmano e passano la serata giocando con noi a Uno e a tirarci i pop corn.
La nonna si siede al mio fianco e dopo avermi fatta raccontare il mio albero genealogico (marito, figli, sorelle) passa a raccontarmi il suo, scorrendo le immagini sul telefono: 8 nipoti, no forse 9… e i figli morti.
Mi mostra le foto del matrimonio, quelle da soldati, e quelle delle bare, durante la guerra.
Le foto sono anche le uniche immagini che decorano le 4 pareti spoglie color crema del loro salotto.
Per lo più però si scherza, si ride, si ricordano episodi buffi con vecchi volontari e ci raccontano, con orgoglio, i risultati dei bimbi a scuola.
Dopo un tè e una tazza di tisana salata, ci accasciamo distrutte sui materassi del salotto per dormire.
Oggi mi tengo stretta questa voglia di guardare avanti e fare prove di normalità e bellezza.





