Luci e macerie

Diario di Agnese - 3

Ieri la mia valigia, carica di regali di amici siriani per i parenti, ha perso qualche pezzo, che ha raggiunto il suo destinatario, ma subito si è riempita di qualcos'altro da portare a chi è in Italia.
Oggi si parte presto verso Homs.
Uscendo da Damasco il bus costeggia la Ghouta, il quartiere letteralmente raso al suolo dalla repressione violenta del regime.
Quello degli attacchi chimici.


L’impatto è forte, perché è proprio attaccato alla città, come un'amputazione fatta male e non rimarginata.
Macerie, cumuli di macerie abbandonate.
Poi si apre un deserto roccioso, in fondo le montagne con le neve… poesia.
E in mezzo alla poesia qualche eco-mostro di cemento abbandonato e inconcluso, lasciti della speculazione edilizia di un mondo passato.
Ci fermiamo a prendere dei dolcetti per la famiglia che andiamo a visitare.
Per 3 dollari di dolci dobbiamo lasciare una mazzetta spessa di lire siriane.
Qui giriamo coi milioni in tasca tanto è alta l’inflazione.
Andiamo spesso a trovare W., che a seguito di una malattia è stato operato e ora ha un’invalidità.
Ha bisogno di dispositivi medici che qui in Siria non si trovano, quindi glieli facciamo arrivare dall’Italia.
Le figlie di W. ci chiedono di aiutarle a fare i compiti di inglese.
Dicono che adesso la scuola è bellissima… poi ci spiegano che sono in una classe accorpata e di alcune materie non hanno i docenti... insomma tutto è relativo, rispetto a come era prima.
Chi è stato a scuola in Libano finalmente sta ricominciando con regolarità le lezioni, ma ha così tante lacune che fa davvero fatica a seguire i programmi.
Ci chiedono di aiutarle con gli esercizi di inglese della prima superiore, quando invece fanno fatica con quelli della prima elementare!
Finiamo la giornata al villaggio di Qusayr dove ci aspetta il resto del gruppo delle Colombe.
La vita procede con sconvolgente semplicità tra le rovine.
Negozi luminosi aperti al piano terra di edifici diroccati e cadenti.
Kebbabari che ti servono tra cumuli di macerie…
È uno strano effetto e non so se guardare il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.
Ma non ci riesco a vedere solo le luci, la vita e la quotidianità…
Dove lo mettiamo tutte queste macerie? Non c’è solo da ricostruire, c’è proprio da buttare giù tutto e ripartire.