Situazione attuale e Attività volontari/e

Il 14 dicembre si è svolto il secondo turno delle elezioni presidenziali in Cile. 
José Antonio Kast (Partito Repubblicano) è stato eletto con il 58,16% dei voti battendo l’altra candidata, Jeannette Jara (Partito Comunista). 
Durante il mese di dicembre, le volontarie hanno continuato a seguire il caso della scomparsa di Julia Chuñil. Il 5 dicembre si è svolta, in seguito a varie richieste, la prima riunione tra la procura e la famiglia. Durante l’incontro a porte chiuse, il procuratore ha aggiornato la famiglia sulle linee investigative. Secondo quanto riportato dall’avvocata della famiglia, Karina Riquelme, durante l’incontro il procuratore ha ammesso che sono state perse alcune prove utili alla risoluzione del caso. 
In particolare, nonostante l’immediata richiesta fatta dalla famiglia dopo la scomparsa, i video di sicurezza del luogo dove per l’ultima volta è stata vista (di proprietà dell’impresa forestale Arauco) non sono stati consultati e ora non sono più rintracciabili poiché, da protocollo, vengono cancellati dopo sei mesi. 

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Il Cile dall’Estallido Social al trionfo dell’ultradestra

“Se Pinochet fosse vivo voterebbe per me”. Questa frase, da sola, basterebbe per descrivere la portata di quello che è successo in Cile domenica 14 dicembre 2025, giorno delle ultime elezioni presidenziali. A pronunciarla, qualche anno fa, nel 2021, fu José Antonio Kast, che oggi è il nuovo Presidente della Repubblica del Cile1.

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Situazione attuale e Attività volontari/e

In Cile novembre è stato uno dei mesi chiave del 2025. Domenica 16 si è tenuto il primo turno delle elezioni presidenziali: al ballottaggio, il 14 dicembre, Jeannette Jara (Partito Comunista) e José Antonio Kast (Partito Repubblicano). Il clima piuttosto teso che ha caratterizzato l’intero mese è culminato con la vittoria di Kast (58,16%): l’estrema destra governerà il Cile per i prossimi 4 anni. Alcune comunità Mapuche, pur riconoscendo la minaccia, hanno preferito prendere le distanze non votando. Altri hanno scelto di far sentire la propria voce. Secondo il leader Mapuche Hector Llaitul, il rischio è che il nuovo Presidente possa imporre un sistema di dominazione molto cruento contro il loro popolo. Novembre è stato un mese denso di agitazioni, a partire dalle mobilitazioni per il caso di Julia Chuñil. L’8 novembre, ad un anno dalla sua sparizione, non emergono notizie chiare sui colpevoli. Le manifestazioni non si sono concentrate solo nella ricorrenza dell’8, ma hanno permeato tutto il mese. L’equipe ha accompagnato le proteste di fronte alla Procura. Presente, ad uno degli incontri, anche uno dei figli di Julia Chuñil, che ha rimarcato le carenze investigative da parte delle autorità. Al termine di una delle manifestazioni, i Carabineros di Valdivia hanno arrestato alcuni studenti dell’Hogar We Liwen, residenza universitaria Mapuche. I ragazzi coinvolti hanno denunciato un uso sproporzionato della forza da parte degli agenti, che avrebbero puntato loro le armi. I volontari sono potuti intervenire incontrando sia gli studenti che i Carabineros, in collaborazione con l’Instituto Nacional de Derechos Humanos (INDH).

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Situazione attuale e Attività volontari/e

Ottobre ha visto il ritorno sul campo dei volontari di Operazione Colomba.
Diverse sono state le azioni da parte delle autorità cilene che hanno preoccupato le comunità Mapuche. Il 2 ottobre la comunità di Weketrumao ha denunciato l’uso della violenza durante l’arresto del suo portavoce. Il 7 ottobre Fredy Manquel Córdoba, del lof Rgaliko è stato arrestato dalla PDI. L’azione sembra associata alla querela presentata nel 2022 dallo Stato cileno contro i membri del lof, a causa di una rivendicazione territoriale.

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En Ginebra, durante el Foro Social del Consejo de Derechos Humanos de la ONU (30–31 de octubre de 2025), una representante de la Comunidad Papa Juan XXIII intervino para llamar la atención sobre la situación del pueblo mapuche en Chile, que aún hoy enfrenta grandes desafíos para lograr el reconocimiento de su identidad cultural, sus territorios y sus saberes tradicionales. Denunció también las problemáticas que persisten: la escasa comprensión, por parte de las instituciones, de las costumbres y de la cosmovisión mapuche, así como la criminalización de quienes defienden su cultura y su tierra. La educación puede y debe convertirse en un espacio de encuentro, capaz de preservar la memoria colectiva, valorar la diversidad y transmitir los conocimientos ancestrales a las nuevas generaciones. Solo una educación basada en el respeto y el diálogo puede contribuir a construir sociedades más justas, inclusivas y sostenibles. Para ver el video completo con todas las intervenciones: https://webtv.un.org/en/asset/k18/k180qt8b0v Subtítulos del video en español y posibilidad de seleccionar el idioma español en el video.