Situazione attuale e Attività volontari/e
Il 14 dicembre si è svolto il secondo turno delle elezioni presidenziali in Cile.
José Antonio Kast (Partito Repubblicano) è stato eletto con il 58,16% dei voti battendo l’altra candidata, Jeannette Jara (Partito Comunista).
Durante il mese di dicembre, le volontarie hanno continuato a seguire il caso della scomparsa di Julia Chuñil. Il 5 dicembre si è svolta, in seguito a varie richieste, la prima riunione tra la procura e la famiglia. Durante l’incontro a porte chiuse, il procuratore ha aggiornato la famiglia sulle linee investigative. Secondo quanto riportato dall’avvocata della famiglia, Karina Riquelme, durante l’incontro il procuratore ha ammesso che sono state perse alcune prove utili alla risoluzione del caso.
In particolare, nonostante l’immediata richiesta fatta dalla famiglia dopo la scomparsa, i video di sicurezza del luogo dove per l’ultima volta è stata vista (di proprietà dell’impresa forestale Arauco) non sono stati consultati e ora non sono più rintracciabili poiché, da protocollo, vengono cancellati dopo sei mesi.
Inoltre, durante la riunione, i procuratori che hanno in carico il caso, hanno ammesso di non aver ascoltato gli audio con cui l’imprenditore Juan Carlos Morstadt, uno dei possibili sospettati, chiede alla famiglia di abbandonare il terreno conteso attraverso offerte di denaro e minacce.
(Aggiornamento: il 14 gennaio 2026 sono stati arrestati i figli di Julia Chunil con l’accusa di aver ucciso la madre, accusa che la difesa e il movimento Mapuche definiscono falsa).
Il 15 dicembre è iniziato il processo per il “caso Quilleco”, nel quale alcune persone Mapuche vengono accusate di aver incendiato due camion vicino al comune di Quilleco nel 2023. I sospettati sono in prigione preventiva da due anni, l’inizio del processo è stato più volte rimandato e le richieste di misure alternative alla prigione sono state rifiutate.
Tra gli imputati compare, in qualità di autore intellettuale, l’attuale portavoce della CAM (Coordinadora Arauco Malleco), Rafael Pichun.
L’arresto di Pichun in particolare viene considerato dalle comunità del popolo originario come la conseguenza di un contesto di criminalizzazione delle autorità Mapuche, soprattutto di coloro che hanno un ruolo politico, culturale e spirituale nei processi di difesa del territorio.
La portavoce di Rafael Pichun dichiara che le prove presentate sono di carattere esclusivamente soggettivo e consistono in una serie di comunicazioni fuori contesto tra Pichun (nel suo ruolo di portavoce) e alcune persone accusate, motivo per cui non possono dimostrare la sua partecipazione nell’attacco. La preoccupazione da parte della comunità è che la reale motivazione del coinvolgimento in questo processo sia dovuta al ruolo sociale e politico di Pichun.
L’equipe di Operazione Colomba ha partecipato con il ruolo di osservatori internazionali ad alcune udienze.
L’1 dicembre le comunità Mapuche di Traitraiko, segnalano la sentenza della Corte d’Appello di Valdivia e la conseguente minaccia di sgombero della famiglia del lonko Curipan, nonostante la presenza di documenti che attestano il riconoscimento da parte dello Stato cileno della proprietà di quel territorio dal 1914.
Il 3 dicembre è emersa la notizia che il 24 novembre forze dell’ordine sono entrate nel territorio del latifondo Santa Elena, rivendicato da quattro anni dal Lof We Futxa Rincón di Lumaco, provocando la resistenza della comunità.
Il giorno successivo le forze sono tornate maggiormente armate e hanno tentato di distruggere le abitazioni, dando luogo a uno scontro armato dopo l’intervento di membri della CAM.
Il 24 dicembre è stata denunciata, tramite le reti sociali, la situazione di 5 prigionieri Mapuche detenuti nel carcere di Concepcion (CCP Bio Bio), che verrebbero mantenuti in regime di isolamento, che prevede la permanenza in cella per 22 ore al giorno. Viene quindi denunciata la violazione della legislazione internazionale, dal momento che situazioni di questo tipo sembrano normalizzare l’isolamento e la proibizione di comunicazione come punizione preventiva per i prigionieri in attesa di giudizio.
Durante il mese, le volontarie hanno continuato le attività visitando diverse comunità nelle zone dell’Alto Bio Bio e di Pucón.
Inoltre, hanno partecipato a un incontro organizzato dalla residenza studentesca Mapuche a Temuco durante il quale i rappresentanti di varie comunità si sono ritrovati e hanno esposto le situazioni di ingiustizia esistenti nei loro territori, evidenziando la necessità di un legame e di una coscienza comune nelle azioni di resistenza e recupero del territorio.




