Situazione attuale e Attività volontari/e

A inizio aprile il meteo è stato particolarmente piovoso, lasciando i campi e le vallate della Masafer Yatta inaspettatamente verdi, adatti ai pascoli per le comunità palestinesi della zona. Da metà mese tanti pastori dell’area hanno ricominciato a portare le greggi sulle proprie terre, subendo quotidianamente aggressioni, violenze e danneggiamenti di terre agricole da parte dei coloni israeliani dell’area. A tal proposito, sono avvenuti due eventi di furto di pecore e capre che in Italia chiameremo abigeato, che denotano un pattern di comportamento evidente nell’azione dei coloni: i coloni-pastori cercano di avvicinarsi alle greggi palestinesi per unire le greggi, confondere le pecore e così rubare tutte le pecore al pastore palestinese, facendole passare per proprie. È successo sia a Rojum Ali nella notte tra il 27 e il 28 aprile, sia a Maghayir Al Abid nella giornata del 29 aprile.

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Situazione attuale e Attività volontari/e

Con il prosieguo della guerra di USA e Israele contro Iran e Libano – che ha causato anche il passaggio di ogni attività educativa e scolastica (dall’istruzione primaria a quella universitaria) in attività online – le violenze dei coloni israeliani contro i palestinesi sono drasticamente aumentate in tutta la Cisgiordania, tra cui la zona del Masafer Yatta. Da diverse settimane si registra un numero impressionante di attacchi e intimidazioni da parte di coloni israeliani e forze di occupazione (coloni-soldato, soldati, polizia), fino a 6, 7 contemporanei in diversi villaggi dell’area. Anche il raggio di azione delle violenze è notevolmente aumentato: in particolare nelle ultime settimane, diverse comunità palestinesi hanno visto nascere avamposti illegali di coloni nelle vicinanze e di lì a poco le intimidazioni sono diventate quotidiane. Comunità che fino a poco tempo fa avevano subito la pressione dei coloni sporadicamente, si trovano a fronteggiare quotidiane aggressioni.

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Diario di Ester

1. Capita, non raramente, di provare profonda rabbia per l’ingiustizia in atto.
Colare il cemento nei pozzi d’acqua, rubare il bestiame palestinese, sradicare gli ulivi.
Impedire ai palestinesi di lavorare la propria terra,
predisporre check point volanti armati all’ingresso dei villaggi,
pascolare le pecore sulle terre palestinesi distruggendone gli ulivi.
Puntare enormi fari tutta la notte sulle case palestinesi, mettere bandiere israeliane sulle colline,
attraversare i villaggi per terrorizzare.
Entrare nelle case, demolirle.
Detenere, arrestare, benda sugli occhi e manette.
Picchiare, ammazzare.

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Sono seduto su una roccia in fondo al villaggio, in mezzo al nulla.
Più che un villaggio, sono qualche casa e qualche stalla per le pecore. Più che case, sono pareti di cemento con lamiere sopra; più che stalle, sono dei recinti di pietre ricoperti da teli.

Sono seduto su una roccia in fondo a Tahla, colline a sud di Hebron.

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Situazione attuale e Attività volontari/e

Nel mese di febbraio la zona di Masafer Yatta è rifiorita di verde e giallo, dando avvio finalmente alla stagione della pastorizia primaverile.
A contrastarla, l'azione capillare e violenta da parte dei coloni-pastori israeliani, i quali, soprattutto nei villaggi di Hraibat-a-Nabi, Imneziel e Ar-Rakeez, si sono resi responsabili di quotidiani atti intimidatori nei confronti delle famiglie palestinesi. Numerosi sono stati gli episodi di violenza fisica e verbale contro i palestinesi al pascolo sulle proprie terre e, come nei mesi precedenti, nonostante le ripetute richieste di intervento della polizia a salvaguardia di questi ultimi, i coloni israeliani non hanno subito alcuna conseguenza. A peggiorare la situazione, è cresciuta la presenza di pastori coloni israeliani minorenni, che agiscono ancora più liberamente, certi della loro probabile impunibilità, assecondati nella maggior parte dei casi dalle forze di polizia.

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