Situazione attuale e Attività volontari/e

Il mese di luglio è stato caratterizzato da un’escalation di violenza da parte dei coloni nella regione del Masafer Yatta, rendendo sempre più esplicito il progetto di pulizia etnica dell’intera area. In particolare, le aree denominate ‘Qawawis-Comet’ e Khallet al Hummus, vicino alle quali sono sorti i nuovi avamposti illegali, sono state quotidianamente minacciate e aggredite dai coloni, che tentano di danneggiare le proprietà palestinesi, dagli ulivi ai cavi elettrici. Continuano inoltre le pressioni giornaliere da parte dei coloni pastori, che disturbano con le loro greggi i villaggi di Qawawis, Kharaba, Gwein, Shab-el-Butum e Haribet-al-Nabi.

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Situazione attuale e Attività volontari/e

Nel mese di giugno sono proseguite le pressioni da parte delle forze di occupazione israeliane nei confronti dei villaggi palestinesi nel Masafer Yatta e nelle altre zone della Cisgiordania occupata: Operazione Colomba ha assistito all’inasprirsi delle incursioni da parte di coloni pastori, dei coloni soldato e dell’esercito nel villaggio palestinese di Shi'b al Butum e nel villaggio limitrofo di Qawawis, vicino ai quali nel mese di maggio è stato costruito un nuovo avamposto (v. report di maggio 2026).

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Situazione attuale e Attività volontari/e

A maggio si sono verificati ripetuti e violenti attacchi da parte dei coloni e delle forze d’occupazione israeliane, tanto nella regione del Masafer Yatta, quanto in tutti gli altri territori della Cisgiordania, ai danni dei palestinesi: l’ampliamento e la creazione di nuovi insediamenti, il furto di greggi, arresti arbitrari, l’impedimento del lavoro di raccolta nei campi, intimidazioni e abusi quotidiani. Epicentri di tali violenze sono state le zone di Jawaya, Wadi Rakhim (Susiya), Umm al-Khair, Shi’b al Butum – Qawawis, e i villaggi di Gwein e Kharaba.
I pastori palestinesi di Jawaya hanno subìto diversi attacchi, volti a impedire di pascolare liberamente sulle loro terre. Il 17 maggio un pastore palestinese è stato arrestato in maniera arbitraria da una pattuglia di soldati riservisti, mentre pascolava sulle proprie terre. Ammanettato e bendato, è stato detenuto presso la base militare di Susya, dove è stato trattenuto illegalmente fino alle 4 del mattino successivo, picchiato, vessato e umiliato; i coloni soldato hanno anche utilizzato il suo smartphone per inviare video e foto delle torture alla famiglia.

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Il tempo della speranza è il futuro, come lo è quello dell’attesa;
il tempo della nostalgia e della tristezza è il passato;
il tempo della gioia è il presente, friabile e luminoso.

Eugenio Borgna, Gioia, Einaudi, Torino 2025

È sempre difficile ripartire dalla Palestina con l'incognita di non sapere se si potrà tornare. A ogni identificazione di un colono o di un colono-soldato, a ogni ripresa col telefono puntato in faccia, a ogni minaccia di detenzione o arresto da parte dell’esercito, il mio pensiero va sempre al possibile ritiro dell’autorizzazione a tornare o al diniego di ingresso.

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Situazione attuale e Attività volontari/e

A inizio aprile il meteo è stato particolarmente piovoso, lasciando i campi e le vallate della Masafer Yatta inaspettatamente verdi, adatti ai pascoli per le comunità palestinesi della zona. Da metà mese tanti pastori dell’area hanno ricominciato a portare le greggi sulle proprie terre, subendo quotidianamente aggressioni, violenze e danneggiamenti di terre agricole da parte dei coloni israeliani dell’area. A tal proposito, sono avvenuti due eventi di furto di pecore e capre che in Italia chiameremo abigeato, che denotano un pattern di comportamento evidente nell’azione dei coloni: i coloni-pastori cercano di avvicinarsi alle greggi palestinesi per unire le greggi, confondere le pecore e così rubare tutte le pecore al pastore palestinese, facendole passare per proprie. È successo sia a Rojum Ali nella notte tra il 27 e il 28 aprile, sia a Maghayir Al Abid nella giornata del 29 aprile.

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