Diario di Ester

1. Capita, non raramente, di provare profonda rabbia per l’ingiustizia in atto.
Colare il cemento nei pozzi d’acqua, rubare il bestiame palestinese, sradicare gli ulivi.
Impedire ai palestinesi di lavorare la propria terra,
predisporre check point volanti armati all’ingresso dei villaggi,
pascolare le pecore sulle terre palestinesi distruggendone gli ulivi.
Puntare enormi fari tutta la notte sulle case palestinesi, mettere bandiere israeliane sulle colline,
attraversare i villaggi per terrorizzare.
Entrare nelle case, demolirle.
Detenere, arrestare, benda sugli occhi e manette.
Picchiare, ammazzare.

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Sono seduto su una roccia in fondo al villaggio, in mezzo al nulla.
Più che un villaggio, sono qualche casa e qualche stalla per le pecore. Più che case, sono pareti di cemento con lamiere sopra; più che stalle, sono dei recinti di pietre ricoperti da teli.

Sono seduto su una roccia in fondo a Tahla, colline a sud di Hebron.

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Situazione attuale e Attività volontari/e

Nel mese di febbraio la zona di Masafer Yatta è rifiorita di verde e giallo, dando avvio finalmente alla stagione della pastorizia primaverile.
A contrastarla, l'azione capillare e violenta da parte dei coloni-pastori israeliani, i quali, soprattutto nei villaggi di Hraibat-a-Nabi, Imneziel e Ar-Rakeez, si sono resi responsabili di quotidiani atti intimidatori nei confronti delle famiglie palestinesi. Numerosi sono stati gli episodi di violenza fisica e verbale contro i palestinesi al pascolo sulle proprie terre e, come nei mesi precedenti, nonostante le ripetute richieste di intervento della polizia a salvaguardia di questi ultimi, i coloni israeliani non hanno subito alcuna conseguenza. A peggiorare la situazione, è cresciuta la presenza di pastori coloni israeliani minorenni, che agiscono ancora più liberamente, certi della loro probabile impunibilità, assecondati nella maggior parte dei casi dalle forze di polizia.

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Diario di M.

Come diceva la frase? Se vuoi far ridere Dio, raccontagli i tuoi piani. O qualcosa del genere. Se è vero, Dio – o chi per lei – si dev’essere sbellicata nell’ultimo anno della mia vita. Non credendo in Dio, l’unica che (non) ha riso sono stata io.
Pensavo di dover aspettare una risposta definitiva prima di scrivere qualcosa, ma sono passati quasi sei mesi di sospensione e quella risposta tarda ad arrivare. Volevo aspettare il momento perfetto di chiusura, in cui - la speranza era che - anche le mie emozioni e i miei pensieri su tutto questo processo avrebbero avuto una struttura coerente. Ma dopo sei mesi di attesa mi sto arrendendo al fatto che non so se questo momento arriverà mai nel modo in cui me l’ero prefigurato.  

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Situazione attuale e Attività volontari/e

L’anno nuovo è iniziato con l’intensificarsi rapido e violento delle azioni dei coloni verso gli abitanti nella zona della Masafer Yatta già riscontrate nei mesi precedenti. Le zone maggiormente prese di mira sono state quelle di Haribat A-Nabi, Susyia, e Kharaba. Le aggressioni nei confronti della comunità locale sono state molteplici e hanno condizionato molti aspetti della vita quotidiana e lavorativa dei palestinesi, precludendo loro la garanzia di una serie di Diritti fondamentali.

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