Situazione attuale

Da diversi mesi le manifestazioni di protesta continuano, con cadenza regolare, in varie città del Paese, contro la riforma tributaria e non solo. La Personeria di Bogotà (organismo di controllo e vigilanza sui diversi enti territoriali, incaricata della difesa e protezione dei Diritti Umani) ha denunciato varie irregolarità nelle modalità di azione dell’ESMAD (forze speciali antisommossa), durante le proteste di fine agosto. Durante la visita in Colombia, Monsignor Duffé (Segretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale) ha dichiarato che le manifestazioni sono state “un’espressione di disperazione, un chiaro “no” per le troppe disuguaglianze politiche ed economiche, per la troppa corruzione e violenza contro i poveri, per il troppo disprezzo contro i giovani, i lavoratori e i rappresentanti della società civile”.
Non è meno grave la situazione in varie zone rurali del Paese in cui la presenza di diversi gruppi armati illegali determina condizioni di grande vulnerabilità per la popolazione civile, costringendo allo sfollamento forzato migliaia di persone.

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Situazione attuale

Il 12 luglio la Mision SOS Colombia, composta da 41 delegati internazionali tra i quali il Segretario Generale del Vaticano, ha consegnato un documento preliminare nel quale vengono riportate le violazioni dei Diritti Umani, avvenute durante lo sciopero nazionale, e viene sollecitata la necessità di fornire garanzie a tutela della protesta, dei manifestanti, della stampa, delle missioni mediche e dei Diritti Umani. La Mision ha visitato 11 regioni del Paese tra il 3 e il 12 luglio.
Non cessa, inoltre, la violenza nel Paese contro leader ed ex-combattenti.
Nel suo ultimo report, l’organizzazione colombiana Indepaz avverte che, in questi primi 7 mesi del 2021, sono stati uccisi 103 leader sociali e 31 ex-combattenti delle FARC-EP. La ONG Indepaz riferisce di 60 massacri da inizio anno. Da mercoledì 21 luglio la popolazione contadina del municipio di Ituango, città ubicata nel nord-ovest della Colombia, ha iniziato l’esodo verso la città: più di 1000 famiglie sono sfollate dai villaggi, generando l’ennesima migrazione forzata a causa della disputa per il controllo territoriale tra gruppi paramilitari e gruppi dissidenti delle ex-FARC-EP, come si legge nel comunicato dell’organizzazione colombiana Movimiento Rio Vivos. Quello di Ituango è il maggior sfollamento forzato degli ultimi anni, ma le famiglie contadine, che abitano nella zona rurale del nord di Antioquia, sanno da tempo cosa significa fuggire a causa del conflitto armato.

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SITUAZIONE ATTUALE

Non cessano le manifestazioni di protesta pacifica, iniziate lo scorso 28 aprile in varie città della Colombia, che sono state segnate purtroppo anche da atti vandalici e azioni violente di gruppi armati illegali e della forza pubblica contro i manifestanti, come denunciato nel rapporto di Human Rights Watch. Nonostante i numerosi richiami alla nonviolenza e al dialogo, la ONG dichiara di aver ricevuto almeno 81 denunce credibili di persone morte durante le proteste, di cui almeno 20 sarebbero da imputare direttamente ad agenti di polizia, e richiama il governo a promuovere soluzioni e misure urgenti per tutelare i manifestanti e garantire il rispetto dei Diritti Umani.
Ancora una volta i protagonisti di queste giornate di manifestazioni sono i giovani e le giovani che su invito della Commissione della Verità si sono riuniti per condividere le loro esperienze di resistenza all’interno di uno spazio della Commissione intitolato “Una generazione per la verità e la non ripetizione: dialogo, mobilizzazione e resistenza” per raccontare la loro esperienza durante questi 2 mesi di protesta e rimarcare il diritto alla protesta pacifica e sviluppare strategie e proposte per uscire da questa terribile crisi.

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SITUAZIONE ATTUALE

La protesta, iniziata il 28 aprile scorso con una enorme mobilitazione della società civile, ha portato soprattutto giovani, migliaia, nelle strade di tante città tra le quali Bogotà, Medellin, Popayan e Cali.
Nel mese di maggio le manifestazioni sono sfociate in una serie di violenze e scontri che hanno assunto l’aspetto di una vera e propria tragedia. La popolazione aveva iniziato ad esprimere pacificamente il proprio dissenso rispetto alla proposta di riforma tributaria che, se attuata, avrebbe creato un ulteriore divario economico tra i ceti più poveri e quelli più abbienti. Le prime ripercussioni della riforma si sarebbero, infatti, abbattute sul rincaro dei beni di prima necessità in un contesto già duramente provato dalla pandemia.
Durante le tante manifestazioni pacifiche, spesso piene di arte, colori e musica, la nonviolenza aveva segnato il ritmo di chi stava esercitando il proprio legittimo diritto alla protesta sancito dalla Costituzione del Paese. Purtroppo però, sin da subito, la risposta della polizia è stata spropositata.

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SITUAZIONE ATTUALE

Non si ferma l’onda di violenza in Colombia che vede tra le sue vittime ancora molti/e leader sociali, reclamanti terra, difensori e difensore dell’ambiente e dei Diritti Umani ed ex combattenti. Lo stesso Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha affermato, di fronte al Consiglio di Sicurezza commentando il report della missione di verifica della ONU in Colombia, che urge frenare la violenza contro tutte queste persone il cui numero aumenta laddove la presenza dello Stato manca: venticinque i Municipi che registrano il numero maggiore di violenze, tra cui Antioquia dove opera Operazione Colomba.
L’omicidio di Albeiro Hoyos, leader sociale e fondatore dell’Associazione di contadini nel nord di Antioquia e integrante della Marcha Patriotica, si aggiunge a questa triste lista insieme a Fernando Lozada ucciso in Cauca il giorno di Pasqua, data in cui l’arcivescovo di Popayan, Omar Albero Sanchez, aveva inviato la gente ad un’azione simbolica chiedendo che venissero esposti dai balconi e dalle finestre dei drappi bianchi e che tutta la gente si vestisse di bianco per protestare contro la violenza in un Paese dilaniato dalla contesa dei diversi gruppi armati per il narcotraffico e le estrazioni minerarie.

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