Situazione attuale

Il trasferimento dei membri dell'autodenominato Ejército Gaitanista de Colombia (EGC), noto anche come Clan del Golfo, nelle Zonas de Ubicación Temporal (ZUT) nei dipartimenti di Chocó e Córdoba, previsto per il 1° marzo 2026, è stato rinviato dopo la valutazione di diversi fattori che hanno influenzato il processo di smobilitazione del gruppo armato. In una dichiarazione pubblica, il Mecanismo Tripartito de Seguimiento, Monitoreo y Verificación (Meccanismo tripartito di monitoraggio e verifica) dello spazio socio-giuridico ha spiegato che il motivo del ritardo nello spostamento verso queste aree è stato dovuto a causa di tre fattori: gli effetti dell’intensa ondata di maltempo che ha colpito la regione caraibica rendendo difficile l’accesso alle ZUT per il deterioramento delle vie di comunicazione e le inondazioni dei terreni rurali e urbani; la morte accidentale del secondo comandante delle EGC, José Gonzalo Sánchez durante il suo viaggio verso una delle ZUT per un laboratorio pedagogico; la sospensione temporanea a partire dal 4 febbraio del processo di negoziati per decisione delle EGC al fine di effettuare consultazioni e chiarire le informazioni relative ad alcune dichiarazioni governative riguardanti l'intenzione di neutralizzare il proprio comandante (Jobanis de Jesús Ávila Villadiego, alias Chiquito Malo). L’interessante documento pubblicato dalla Fundaciòn Ideas para la Paz “L'anatomia del Clan del Golfo: tra il rafforzamento e i negoziati di pace in Qatar” esplora le caratteristiche distintive dell'attuale negoziazione, l'architettura interna del Clan del Golfo, le sue motivazioni alla ricerca di una smobilitazione e le sfide di questi colloqui in Qatar.

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Situazione attuale

La Federaciòn Internacional para los Derechos Humanos (FIDH) e le sue organizzazioni nelle Americhe in una nota del 4 gennaio, condannano con forza le operazioni militari e i bombardamenti degli Stati Uniti sul territorio venezuelano, che colpiscono direttamente la popolazione civile e costituiscono un'aggressione alla sovranità dei popoli, alla pace regionale e al rispetto del Diritto Internazionale.
Il Segretario Generale al Consiglio di Sicurezza ONU riunito d'urgenza per esaminare la crisi in Venezuela, ha ricordato che “La Carta (delle Nazioni Unite) sancisce il divieto di ricorrere alla minaccia o all'uso della forza contro l'integrità territoriale o l'indipendenza politica di qualsiasi Stato”.

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Situazione attuale 

Dal Qatar, il Governo colombiano e l’autodenominato Ejército Gaitanista de Colombia (EGC) o Clan del Golfo, hanno annunciato ad inizio mese i nuovi impegni per la smobilitazione del gruppo armato e la pace con la popolazione nei territori, così come reso pubblico nel comunicato della Consejerìa Comisionada de Paz. Un dei grandi impegni sottoscritti a Doha riguarda la definizione di tre Zone di Sistemazione Temporanea (ZUT) per il trasferimento graduale e progressivo dei membri dell’EGC a partire dal 1° marzo 2026. Queste ZUT saranno situate a Belén de Bajirá e Unguía, nella regione del Chocó e a Tierralta nella regione di Córdoba. A riguardo, la Defensorìa del Pueblo ha segnalato, attraverso un comunicato pubblico, di accogliere con favore tali impegni e ha sollevato una serie di considerazioni sulla loro portata territoriale, in particolare nelle regioni in cui i cittadini chiedono garanzie sulla pace. Il Gruppo dei Paesi mediatori (Qatar, Norvegia, Spagna e Svizzera) ha rilasciato una dichiarazione congiunta al termine del ciclo di mediazione annunciando gli importanti passi verso la pace. 

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Situazione attuale

È proseguito nel mese di novembre il viaggio di alcuni rappresentanti della Comunità di Pace in Europa, dove hanno avuto la possibilità di incontrare la deputata del Parlamento Europeo Cristina Guarda, vicepresidente della delegazione per le relazioni con i Paesi della comunità andina (DAND), per esprimere la forte preoccupazione per le recenti minacce di morte contro i leader della Comunità.
Nel resto del Paese i combattimenti sono continuati sia tra i diversi gruppi armati illegali, sia contro la forza pubblica, mentre la violenza e lo sconcerto rimarcano la tragedia di un conflitto difficile da definire e per il quale pare non ci sia mai fine. Tra i tanti scontri armati avvenuti in questo mese il più drammatico è stato quello dell’esercito contro la dissidenza delle estinte FARC-EP, conosciuta come EMC (Estado Mayor Central) comandata da alias Ivan Mordisco nella regione del Guaviare, che ha portato alla morte di 25 guerriglieri, di cui però almeno sei erano minori. La Defensoria del Pueblo ha emesso un comunicato risaltando come il principio di umanità deve prevalere sulla guerra mettendo in forte discussione l’operato militare poiché il Diritto Internazionale Umanitario stabilisce limiti rigorosi nell’avviare delle ostilità quando siano presenti minori anche qualora abbiano perso il loro stato civile e siano stati obbligati a partecipare a dei combattimenti: “[…]nessun bambino, bambina o adolescente reclutato dovrebbe essere coinvolto in operazioni militari. Il semplice fatto che si trovino negli accampamenti dei gruppi armati illegali e abbiano perso lo status di civili per diventare combattenti, ovvero con funzioni di combattimento continuative, non giustifica la possibilità di un attacco”.

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Situazione attuale

Le continue tensioni politiche e militari interne ed esterne al Paese riflettono l’instabilità e complessità del progetto politico di Petro della “Paz Total”. Gli attacchi degli Stati Uniti sulla costa caraibica difronte al Venezuela a presunte barche che trasportavano droga e le accuse di Trump contro Maduro e Petro, qualificandoli come leader narcotrafficanti, aumentano la tensione a livello internazionale. Gli attacchi americani, già definiti dall’Alto Commissariato dell’ONU come esecuzioni extra giudiziarie, rappresentano una minaccia anche per la Colombia che è entrata nella fase pre-elettorale (il candidato per il Pacto Historico alle prossime presidenziali sarà Ivan Cepeda), un Paese nel quale continuano numerosi gli scontri a fuoco tra i diversi gruppi armati illegali e la forza pubblica. In particolare gli scontri tra la dissidenza del fronte 36 delle FARC e il Clan del Golfo (o EGC) mantengono una situazione di violenza impressionante causando, come nel caso di Briceño, in Antioquia, lo sfollamento di 22 villaggi con un totale di quasi 2.000 persone costrette a fuggire nel centro urbano della regione, generando una grave crisi umanitaria dovuta alle difficoltà di soccorrere questa moltitudine di persone.
Nel primo semestre del 2025, secondo il rapporto della ONG “Programa Somos Defensores”, sono stati assassinati 78 attivisti, praticamente uno ogni due giorni e mezzo. Ad essi si aggiungono 308 aggressioni a leader sociali, persone difensore dell’ambiente, popolazione contadina e indigena, attraverso minacce, sparizioni (14 persone), sfollamenti forzati (30 persone) e 22 attentati soprattutto nelle regioni del Cauca, Antioquia, Santander e Valle del Cauca: la maggioranza di questi delitti sono stati perpetrati da gruppi armati illegali.
Tra ottobre e novembre si sono recati in Europa, per raccontare e denunciare il difficile cammino per la pace in Colombia, alcuni rappresentanti della Comunità di Pace di San José de Apartadó. In particolare José Roviro Lopez, leader contadino e Difensore dei Diritti Umani e dell’Ambiente è stato presente all’Assemblea ONU dei Popoli a Perugia lo scorso 9 ottobre accompagnato da Operazione Colomba in collaborazione con la Rete italiana di Solidarietà Colombia Vive! e il Comune di Narni.
Durante la sua permanenza in Italia, José Roviro ha partecipato a numerosi incontri sia pubblici che istituzionali in varie città italiane: Narni, Assisi, Fidenza, Forlì, Parma, Pordenone, Padova, Mestre (Venezia), Vicenza, Rovereto, Cuggiago (Como), dove ha parlando di Diritti Umani, Giustizia e Nonviolenza. Il leader campesino è stato poi ospite a Ginevra dai membri dell’ufficio internazionale di advocacy dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII che lo hanno accompagnato ad alcuni incontri bilateri con funzionari delle Nazioni Unite e a portare il suo intervento durante il dibattito generale della 12a sessione del Meccanismo di esperti sul Diritto allo sviluppo, con focus sul ruolo delle organizzazioni della società civile nella realizzazione del Diritto allo sviluppo a livello di base.

Condivisione, Lavoro e novità sui Volontari e le Volontarie

Ottobre è stato un altro mese di intenso accompagnamento per i volontari/e di Operazione Colomba che, attraverso le azioni di protezione e monitoraggio, permettono ai membri della Comunità di Pace di continuare a svolgere le loro attività agricole e non solo. La situazione riguardo la sicurezza nel territorio rimane complessa e preoccupante come descritto attraverso l’ultima Costancia della CdP. La continua presenza di attori armati illegali negli spazi della Comunità e le minacce dirette ai suoi leader, mantengono l’allerta elevata e rimarcano la complessità della costruzione della pace in un tessuto sociale laddove gli interessi personali ed economici prevaricano sul Diritto alla vita e alla terra.
Si avvicina il tempo per la popolazione contadina della raccolta del cacao che speriamo possa essere fruttuosa anche se il clima estremamente piovoso preannuncia danni a questo tipo di coltivazioni oltre che aver causato ultimamente in varie regioni forti inondazione, come quella avvenuta nella regione limitrofa ad Antioquia, nel Chocò, dove oltre 20.000 famiglie sono state colpite a causa dello straripamento del fiume Atrato.
Infine un ringraziamento a Stefania che ha concluso il suo periodo di condivisione a San Josecito.