COLOMBIA / Febbraio 2026

Situazione attuale

Il trasferimento dei membri dell'autodenominato Ejército Gaitanista de Colombia (EGC), noto anche come Clan del Golfo, nelle Zonas de Ubicación Temporal (ZUT) nei dipartimenti di Chocó e Córdoba, previsto per il 1° marzo 2026, è stato rinviato dopo la valutazione di diversi fattori che hanno influenzato il processo di smobilitazione del gruppo armato. In una dichiarazione pubblica, il Mecanismo Tripartito de Seguimiento, Monitoreo y Verificación (Meccanismo tripartito di monitoraggio e verifica) dello spazio socio-giuridico ha spiegato che il motivo del ritardo nello spostamento verso queste aree è stato dovuto a causa di tre fattori: gli effetti dell’intensa ondata di maltempo che ha colpito la regione caraibica rendendo difficile l’accesso alle ZUT per il deterioramento delle vie di comunicazione e le inondazioni dei terreni rurali e urbani; la morte accidentale del secondo comandante delle EGC, José Gonzalo Sánchez durante il suo viaggio verso una delle ZUT per un laboratorio pedagogico; la sospensione temporanea a partire dal 4 febbraio del processo di negoziati per decisione delle EGC al fine di effettuare consultazioni e chiarire le informazioni relative ad alcune dichiarazioni governative riguardanti l'intenzione di neutralizzare il proprio comandante (Jobanis de Jesús Ávila Villadiego, alias Chiquito Malo). L’interessante documento pubblicato dalla Fundaciòn Ideas para la Paz “L'anatomia del Clan del Golfo: tra il rafforzamento e i negoziati di pace in Qatar” esplora le caratteristiche distintive dell'attuale negoziazione, l'architettura interna del Clan del Golfo, le sue motivazioni alla ricerca di una smobilitazione e le sfide di questi colloqui in Qatar.

Il 15 febbraio, in una cerimonia intima, riservata e sotto il mandato umanitario, extragiudiziale e confidenziale, è avvenuta da parte dell'Unidad de Búsqueda de Personas dadas por Desaparecidas (UBPD) la consegna della salma del padre Camilo Torres Restrepo disperso durante un combattimento nel 1966: “Si prova una grande soddisfazione. Tanti sforzi, tante ricerche, tante lotte, finalmente hanno una risposta. Ma non lo vivo come qualcosa di personale, perché in tutti questi anni ho constatato che il popolo colombiano, nei suoi pensieri, nei suoi discorsi e nelle sue parole, si identifica con lui. Questi settori hanno dimostrato, nel corso degli anni, che la memoria di Camilo tocca il cuore del Paese», ha sottolineato il sacerdote gesuita difensore dei Diritti Umani Javier Giraldo autore del libro “Camilo. Entonces y ahora frente a creyentes y agnòstico”.

Condivisione, Lavoro e novità sui Volontari e le Volontarie

Febbraio è stato un altro mese molto difficile a causa delle forti piogge e dell’esondazione del fiume Sinù, nella regione di Cordoba, che ha colpito la popolazione rurale in molte regioni della Colombia provocando la perdita di vite umane, di molti animali e di beni materiali.

Anche la zona di San José de Apartadó e dei suoi dintorni è stata segnata da frane e smottamenti che hanno compromesso le già precarie vie di comunicazione. Questa forte perturbazione ha inoltre provocato molti danni alle coltivazioni di fagioli e mais e reso difficile anche la raccolta e l’essiccazione del cacao.

Operazione Colomba ha continuato anche in questo mese l’accompagnamento protettivo ai membri più minacciati della Comunità di Pace di San José de Apartadó con una presenza quasi permanente nell’Aldea Luis Eduardo Guerra.

Nonostante le innumerevoli difficoltà, nel mese di febbraio la Comunità vive un momento forte e significativo con la celebrazione dell’anniversario del massacro di Mulatos e Resbalosa dove il 21 febbraio del 2005 sette membri della Comunità e un lavoratore furono barbaramente in un operativo congiunto di militari e paramilitari. Operazione Colomba ha accompagnato la Comunità tutta nei due luoghi del massacro per commemorare la vita di queste vittime. Nei pressi dell’Aldea di Pace nel villaggio di Mulatos Medio la gente si è riunita in preghiera e riflessione sul senso del donare la vita per far valere il proprio diritto alla libertà , alla pace e alla terra. Luis Eduardo Guerra, il figlio Deiner di soli 11 anni, Bellanira e la famiglia di Alfonso Bolivar con la moglie Sandra ed i due piccoli Santiago di 18 mesi e Natalia di 7 anni, hanno pagato il prezzo di una resistenza e resilienza che ha fatto della Comunità di Pace un esempio morale ed etico.

Diamo infine il benvenuto ad Eliana in questo cammino in terra colombiana.