Carissimi che ci seguite con amicizia e stima,
come avrete già saputo don Oreste ci ha lasciato ed è tornato al Padre ieri mattina (2 novembre) presto.
Grande il vuoto che ci lascia... era un padre per tanti di noi, grande l'affetto che ci legava a lui, sapeva elevarci tutti di un metro più in alto e farci vedere un metro più in la'. Ci faceva sognare tutti!!!
Ma grande anche il conforto e la gioia che ci ha lasciato... forse non tutti sanno che c'e' un libretto (mensile) che pubblica la Comunità Papa Giovanni XXIII che si chiama PANE QUOTIDIANO e che consiste nelle letture del mese commentate da don Oreste. Quello che segue e' il commento alla prima lettura proprio di ieri, 2 novembre, giorno dedicato alla commemorazione dei defunti, scritto appunto da don Oreste alcuni giorni prima.
 
"Nel momento in cui chiuderò gli occhi a questa terra, la gente che  sarà vicina dirà: “E’ morto”. In realtà, è una bugia. Sono morto per chi mi vede, per chi sta lì. Le mie mani saranno fredde, il mio occhio non potrà più vedere, ma in realtà la morte non esiste, perché appena chiudo gli occhi a questa terra, mi apro all’infinito di Dio. Noi lo vedremo, come ci dice Paolo, a faccia a faccia, così come Egli è (1Cor13,12). E si attuerà quella parola che la Sapienza dice al capitolo 3: “Dio ha creato l’uomo immortale, per l’immortalità, secondo la sua natura l’ha creato”.Dentro di noi, quindi, c’è già l’immortalità per cui la morte non è altro che lo sbocciare per sempre della mia identità, del mio essere con Dio. La morte è il momento dell’abbraccio col Padre, atteso intensamente nel cuore di ogni uomo, nel cuore di ogni creatura."

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ACQUA. DALL'UGANDA ALLA PALESTINA

Nord Uganda
In questa terra rossa, terra spaccata dal sole e dalle improvvise piogge, in questa terra martoriata da più 20 anni di guerra tra i ribelli dell'Lra e l'esercito regolare ugandese, alcuni volontari di Operazione Colomba hanno scelto di condividere parte della loro vita.
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NORD UGANDA

Estratti da "Daily Monitor" - 14 luglio
“Un anno di trattative inizia a dare risultati”
[...] Nuovi negoziati sul “meccanismo di realizzazione”  formeranno l’ultima parte dei punti dell’agenda che dovranno stabilire in che modo punire tutti coloro che hanno commesso atrocità da entrambe le parti nel ventennale conflitto che ha rovinato gran parte del Nord Uganda.
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SUSIYA, VILLAGGIO A RISCHIO DI DEMOLIZIONE

Negli anni 30 del 1800 le famiglie più povere dei villaggi a sud di Hebron hanno lasciato le loro terre e acquistato i terreni fino a 20 km in periferia. Le famiglie vivevano nelle larghe e numerose grotte già esistenti nell’area, e traevano il loro sostentamento dai campi e pascoli (oggi corrisponde alla zona nell’estremo sud della Cisgiordania). Le generazioni successive hanno sviluppato uno stile di vita unico, un equilibrio basato su coltivazioni in una terra arida e con scarse pioggie, e pastorizia.
L’occupazione Israeliana (dal 1967 in poi) ha portato a numerose e sempre maggiori espropriazioni di terreno, senza un corrispettivo risarcimento, dichiarando le zone circostanti “aree militari” o “aree per esercitazione dell’esercito”. (...)

Leggi il report (PDF)...

Sottocategorie

Questo spazio è dedicato ad alcune Tesi di Laurea elaborate nel corso degli anni da persone che hanno conosciuto e/o collaborato (in forme diverse) con Operazione Colomba.
Si tratta di Tesi discusse in diversi Atenei italiani in differenti Corsi di Laurea.
Riteniamo opportuno dare uno spazio a queste ricerche che contribuiscono a dare spessore scientifico alle tematiche care a Operazione Colomba e a tenere viva la riflessione su di esse.

Si fa presente comunque che i contenuti degli elaborati, e le tesi sostenute in essi, non necessariamente rispecchiano le posizioni di Operazione Colomba in merito agli argomenti trattati.