VIAGGIO A CAPETOWN

30 maggio – 3 giugno 2007

Siamo partiti (Alberto e Antonio) per il Sudafrica con l’intuizione che l’esperienza sudafricana fosse intrecciata profondamente con la nostra storia.

La Commissione Verità e Riconciliazione (TRC) ha rappresentato la risoluzione di un conflitto senza passare dalla violenza e dalla vendetta; un movimento di popolo (milioni di persone)  è passato dall’apartheid alla riconciliazione, dal dolore alla speranza.

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La dottoressa Nomfundo Walaza è una stretta collaboratrice dell’Arcivescovo Anglicano Desmond Tutu, premio Nobel per la pace nel 1984, uno degli uomini simbolo, insieme a Nelson Mandela, della lotta anti apartheid e del processo di riconciliazione nazionale in Sud Africa.

Vittima della segregazione razziale, in quanto sudafricana di colore, la dottoressa Walaza è stata poi attrice del processo di transizione democratica del proprio paese, partecipando, come consulente psicologa fino al 2000, ai lavori della Commissione per la Verità e la Riconciliazione (CVR).

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Direttrice del “Centro per la riabilitazione dei sopravvissuti ai traumi e alla tortura” dal 1994 al 2005 Nomfundo Walaza, invitata dall’Operazione Colomba (Corpo Nonviolento di Pace della Comunità Papa Giovanni XXIII) è venuta lo scorso febbraio in Italia per una serie di incontri, ed ha poi proseguito per il Kossovo, la Palestina e Israele (presso i progetti dell’Operazione Colomba) dove ha portato la sua testimonianza di riconciliazione e perdono per la pace.

Nomfundo Walaza: "Dobbiamo riumanizzare il nostro oppressore. Dipende da ciascuno di noi costruire una societa' di pace. Se riesci a  coltivare uno spazio per la  nonviolenza nel tuo cuore, allora c'e' speranza per la pace, i vostri figli devono essere capaci di guardarvi negli occhi e  vedere che non avete abbandonato la speranza, La pace deve diventare il linguaggio di ogni giorno".

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RICONCILIAZIONE: IL NUOVO NOME DELLA PACE?

Immaginate uno spazio in cui le persone si possono incontrare liberamente e ammettere le loro colpe e i loro dolori, la sofferenza per le violenze subite e perpetrate. Pensate ad un luogo dove il confronto con quello che si è e con ciò che si è fatto avviene insieme ad altre persone; dove tutti i sentimenti dalla rabbia all'odio, dalla compassione alla pietà, dall'ostilità alla vicinanza coesistano e siano compresi all'interno di qualcosa di più grande riconosciuto e accettato da tutti.

Questo qualcosa di più grande si chiama riconciliazione. E' la terza via, quel terzo sentiero meno visibile all'imboccatura di un bivio; è l'altra possibilità tra tutte le scelte che sembrano esserci; la prospettiva che permette di considerare la distanza che separa due o più parti come un posto in cui si trovano tutti i passi che le parti devono compiere per avvicinarsi.

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INTERVISTA A 
NOMFUNDO WALAZA
 
"Dobbiamo riumanizzare il nostro oppressore. Dipende da ciascuno di noi costruire una societa' di pace. Se riesci a  coltivare uno spazio per la  nonviolenza nel tuo cuore, allora c'e' speranza per la pace, i vostri figli devono essere capaci di guardarvi negli occhi e  vedere che non avete abbandonato la speranza, La pace deve diventare il linguaggio di ogni giorno". 
 

Sottocategorie

Questo spazio è dedicato ad alcune Tesi di Laurea elaborate nel corso degli anni da persone che hanno conosciuto e/o collaborato (in forme diverse) con Operazione Colomba.
Si tratta di Tesi discusse in diversi Atenei italiani in differenti Corsi di Laurea.
Riteniamo opportuno dare uno spazio a queste ricerche che contribuiscono a dare spessore scientifico alle tematiche care a Operazione Colomba e a tenere viva la riflessione su di esse.

Si fa presente comunque che i contenuti degli elaborati, e le tesi sostenute in essi, non necessariamente rispecchiano le posizioni di Operazione Colomba in merito agli argomenti trattati.