Finalmente potevamo permetterci di vivere nella casa dei nostri sogni.
Si trovava fuori dal centro di Homs, la casa di famiglia, grande e spaziosa.
Dopo anni di duro lavoro come professore, mio marito aveva risparmiato abbastanza soldi per poterla ristrutturare.
Ero felice, finalmente i nostri figli avrebbero avuto spazio abbastanza per crescere felici.
Passavo interi giorni insieme alle mie sorelle a pensare all'arredamento e alle feste che avremmo potuto organizzare in quella casa.
Tutta la famiglia riunita, ci stavamo tutti.
Ricordo ancora il ripiano di marmo della cucina, era nuovo, brillava.
Avrei potuto impastare il pane e cucinare tutto il cibo che volevo in quella bella cucina.
Tutto era pronto, mancavano gli elettrodomestici, i letti e la tappezzeria.
Ricordo quella lunga discussione con mio marito.
Quel mese voleva spendere i soldi dedicati all'arredamento per comprare una piccola macchina, improvvisamente la nostra si era rotta.
Insisteva per spendere quei soldi, io arrabbiata volevo la lavatrice, i letti e i tappeti.
Volevo trasferirmi il prima possibile.
Dopo una lunga discussione aveva vinto lui.
Aveva comprato una macchina, piccola e brutta.
Ogni giorno la guardavo e mi faceva rabbia, quella maledetta automobile aveva ritardato la vita che sognavo in quella casa.
Qualche settimana dopo quella maledetta macchina è diventata la nostra casa e la nostra unica via di salvezza.