Tripoli - 19/12/2019
Nel clima politico incerto e precario in cui verte il Libano e nelle forti manifestazioni di piazza, in cui i suoi abitanti rivendicano condizioni di vita migliori e degne, c’è una componente fondamentale del Paese che, in questo momento, rischia di passare in secondo piano: i profughi siriani.
Stretti tra la morsa della paura delle deportazioni e della quasi totale mancanza di ogni Diritto fondamentale in Libano, dei bombardamenti e della assenza di sicurezza in Siria, anche loro hanno deciso di scendere in strada.
Alle 10 del mattino di giovedì 19 dicembre per la prima volta a Tripoli, circa 50 persone si sono ritrovate davanti agli uffici dell’UNHCR.
Si erano organizzati attraverso un gruppo facebook che si chiama “Fateci uscire dal Libano”, dando vita ad un sit-in e superando la paura, per poter esprimere il loro dolore.
In mano avevano cartelli e foto raffiguranti capi dei governi europei, nel cuore il sogno di essere ascoltati, di incanalare la loro rabbia verso persone o Istituzioni che potessero interessarsi alla loro condizione.





