In Piazza Martiri della libertà, la piazza più famosa di Beirut, hanno costruito delle tende.
Al centro della piazza dei giovani chiacchierano bevendo tè e fumando narghilé.
Vicino a loro, delle famiglie giocano con i bambini, un ragazzo con il suo mp3 collegato alla cassa diffonde la musica in tutta la piazza.
Attorno ci sono scritte, striscioni, murales.
Il messaggio è semplice e chiaro: il Libano ai libanesi.
«Questa rivoluzione ha come fine la riappropriazione degli spazi» ci racconta un manifestante.
«Beirut è una città così grande e varia eppure non dà molte possibilità di incontro, è composta da tanti quartieri e gruppi sociali che tra loro non comunicano molto. Noi invece sentiamo il bisogno di parlarci e di confrontarci, di riunirci, per questo siamo qui, in uno spazio che crediamo ci appartenga».





