Situazione attuale e Attività volontari/e
Nel mese di febbraio si è consolidata la nostra attività di presenza, sostegno e vicinanza alle famiglie di Qusayr, in un progressivo sfumarsi dello stupore di vedere degli "ajaneb" (stranieri in arabo) in città, mentre prosegue costante il ritorno di siriani che, alcuni dopo più di un decennio all'estero, provano a ricominciare le loro vite qui in Siria.
Una parte del gruppo ha fatto un viaggio per consolidare il rapporto con la comunità cristiana del villaggio di Toumine, per passare del tempo con delle vecchie amicizie del Libano nei paesi di Deir Al Fardis e Taldou, e ampliare i legami della Colomba con la parrocchia siro-cattolica di Hama, una delle poche presenze cristiane in una città prevalentemente sunnita.
Sono stati giorni pieni di stimoli e riflessioni. All’arrivo a Toumine, invitati dal parroco per la messa, ci ha sorpreso un’accoglienza “particolare”, complici forse gli zaini sulle spalle e la poca abitudine alla presenza di persone esterne al villaggio. Ci è stato spiegato più avanti che, per via dei recenti attacchi dinamitardi a Damasco e una palpabile tensione, c’è diffidenza verso le persone che “vengono da fuori”. L’intervento del parroco ha però subito chiarito tutto.
Di altro tono l’accoglienza e il clima di integrazione inter-religiosa che abbiamo invece respirato nella città di Hama e intorno alla parrocchia della chiesa siro-cattolica della città.
Incontrando poi lungo la strada le varie famiglie di amici rientrati dal Libano, abbiamo avuto modo di condividere il loro presente, a un anno e mezzo dalla liberazione: A. ha aperto finalmente, ma non senza qualche fatica, un negozio da barbiere (di cui ha beneficiato subito un volontario); La famiglia di O. ha appena ricostruito la propria casa, dopo averne subito la traumatica distruzione, indebitandosi però più del previsto, a tal punto da considerare la possibilità di tornare in Libano in cerca di lavoro (opzione che a causa della situazione economica siriana ci viene confidata spesso dalle famiglie). Durante le varie visite, lungo percorsi, strade e luoghi da noi solo immaginati dai racconti dei nostri amici siriani ascoltati negli anni in Libano, è stato toccante percepire la fierezza con la quale ci mostravano le bellezze del loro Paese.
Tra le attività svolte a Qusayr è iniziato il corso di Yoga per sole donne, curato dalle volontarie. La proposta è quella di incontrarsi una volta a settimana, attraverso lo Yoga e un momento conviviale finale, indipendentemente dalla propria confessione religiosa, ma anzi condividendo un momento di svago e dialogo, verbale e non, in uno spazio neutro: la casa dei/delle volontari/e.
Oltre allo yoga, stiamo realizzando un progetto dal titolo “Empowerment della comunità” con un attivista locale, oltre che caro amico della Colomba, M.
L’ obiettivo del progetto è coinvolgere una 40ina di giovani provenienti da 4 territori limitrofi di Qusayr, caratterizzati da diverse confessioni religiose e condizioni economiche, affinché, attraverso un percorso di formazione specifica, diventino dei/delle mediatori/trici del conflitto nei propri territori di appartenenza, afflitti da scarse opportunità, non solo lavorative e formative, ma anche di socialità tra diverse comunità. Nello specifico sono stati fatti alcuni incontri di team building e presentazione del progetto che hanno riscontrato entusiasmo e partecipazione, in un clima di promettente coinvolgimento locale a sfondo sociale, espressione di una sincera esigenza di rinascita e ripartenza. Il prossimo step prevede un iftar (pasto con cui si interrompe il digiuno quotidiano al tramonto) in cui i giovani e le giovani coinvolti nel progetto si incontreranno per la prima volta, allo scopo di organizzare poi un secondo iftar, comunitario e ad ampio respiro inter-religioso.
L’occasione dell’iftar è particolarmente propizia, poiché quest’anno il Ramadan musulmano e la Quaresima cristiana, osservata anch’essa qui in Siria con un digiuno, cadono eccezionalmente nello stesso periodo.
Riguardo alla situazione siriana e mediorientale, il principale problema della Siria continua ad essere la povertà, l’assenza di lavoro e di infrastrutture, che accomuna molte componenti della cittadinanza. A tal proposito si assiste, in diverse città siriane, a mobilitazioni popolari che rivendicano maggiore inclusione socio-economica. Mentre gli scontri nel nord-est tra curdi e l'esercito siriano sembrano essere passati in secondo piano, per via di una progressiva ritirata delle SDF e la normalizzazione dei rapporti tra curdi siriani e il governo di Damasco, sembra invece arrivata l’ora per quest'ultimo di concentrare la propria attenzione sulla questione drusa nella regione di Sweida. Infine, l'inizio dell'attacco israelo-americano in Iran e Libano, seguito poi dalla risposta iraniana contro Israele e alcuni Paesi del Golfo, è stata accolta con la speranza che il conflitto non coinvolga la Siria, di nuovo.




