Situazione attuale e Attività volontari/e
Con il Ramadan e la Quaresima cristiana, entrambi iniziati alla fine di febbraio, il mese di marzo è cominciato per i volontari/e in Siria all’insegna di una diversa scansione delle ore del giorno, nella condivisone con la comunità locale di questi momenti importanti dell'anno.
Tra notti infinite di convivialità, e inizi più lenti dovuti ai diversi digiuni, i lunghi pomeriggi del mese di marzo sono stati scanditi da alcuni suoni ricorrenti: le campane delle chiese alle ore 5 a significare la preghiera pomeridiana, i rombi assordanti dei motorini precedenti al suono dell’Adhan (annuncio fatto dalle moschee al tramonto che segna la fine del digiuno quotidiano) e poi gli improvvisi silenzi della città, a suggerire l'inizio della condivisione del pasto.
In questo contesto, i volontari/e hanno cercato di favorire il più possibile momenti di incontro inter-religioso attorno a delle tavole imbandite in occasione delle “interruzioni” dei digiuni.
Da citare l’invito all’arcivescovo siro-cattolico di Homs a partecipare ad un iftar a casa di una famiglia musulmana molto amica di Operazione Colomba e di recente tornata dal Libano; e ancora una famiglia cristiana che ha dato la sua disponibilità a cucinare il pasto, poi consumato per l’iftar a casa di una famiglia musulmana, anch'essa amicizia storica di OC, ai tempi della presenza nel campo profughi di Tel Abbas in Libano.
Parallelamente, prosegue nel riff (campagna circostante) di Qusayr il progetto “Empowerment della comunità” pensato insieme al nostro caro amico attivista M.. Dopo i primi incontri conoscitivi di febbraio, abbiamo organizzato un primo momento tra i volontari/e provenienti da 4 territori del riff coinvolti nel progetto.
Presso la sala di una parrocchia maronita del paese cristiano di Rableh, sempre per l’occasione dell’interruzione del digiuno, il gruppo si è riunito e conosciuto attraverso la facilitazione di M., esperto in attività di educazione non formale e partecipazione.
E’ stato anche il momento per iniziare a pensare ed organizzare il grande iftar inter-religioso che si è svolto, sempre a Rableh, il 14 marzo, questa volta presso la parrocchia greco-melkita che, oltre ad esser stata la prima attività della squadra di volantari/e, è coinciso anche con il lancio pubblico del progetto e la nascita della squadra multi territoriale per cui è stato deciso il nome “Mustakbal maan”, Futuro Insieme.
Grazie ai fondi raccolti attraverso una campagna DaiCiStai, con oltre 120 partecipanti provenienti dai territori circostanti (tra i quali autorità locali, politiche e religiose, amicizie storiche dai tempi del Libano e nuove coltivate negli ultimi mesi di presenza in Siria), la serata è stata un momento di condivisione fra religioni, emozionante e carica di significato. Inoltre, molti partecipanti hanno condiviso con i volontari/e la novità che questo evento ha rappresentato per loro, ricordando momenti simili che venivano organizzati prima dell'inizio del conflitto.
Il Ramadan è poi finito, come di consueto, con tre giorni di festa, chiamata Eid al-Fitr (Festa della rottura del digiuno), celebrata qui in Siria con visite a familiari e ad amici, con scorpacciate di dolcetti fatti in casa e caramelle. Con l'occasione degli auguri per la fine del Ramadan, i volontari/e hanno approfittato per fare qualche visita tra Homs, Al-Qusayr, e i paesi circostanti.
A queste visite si aggiungono quelle fatte ad Aleppo e Damasco che hanno permesso anche di incontrare nuove realtà associative siriane, fondamentali al gruppo di volontari/e per avere una conoscenza eterogenea nella realtà siriana attuale.
Il mese si è concluso con alcuni incontri nel riff di Qusayr nell'ambito del progetto "Empowerment della Comunità", con la squadra di volontari/e del progetto, allargata dall'arrivo di nuovi volontari/e provenienti da altri paesi della zona.
Il primo incontro ufficiale con la squadra al completo, per conoscersi e condividere le proprie aspettative, si è tenuto nel monastero di Mar Elias, al confine con il Libano. L'impressione in generale è stata quella di un grande desiderio di ripartire e lavorare insieme, per rispondere ai bisogni delle comunità locali.
Sullo sfondo delle attività portate avanti dal gruppo di volontari/e, prosegue ormai da un mese l'attacco statunitense-israeliano su Iran e Libano, e la conseguente risposta dell'Iran e di Hezbollah su Israele e i Paesi del Golfo.
Sebbene Qusayr sia vicina al confine libanese, con le esplosioni ben udibili e una presenza militare siriana sempre più marcata nella zona, si percepisce forte la voglia da parte dei siriani di non voler essere coinvolti in questo conflitto, spesso evitando il discorso o semplicemente preferendo pensare ad altro. Si respira comunque un’atmosfera tesa a Qusayr e nel riff, con controlli maggiori da parte delle autorità presso i diversi check point presenti, per paura di infiltrazioni dal lato libanese, e la formazione sporadica di ronde armate a protezione della comunità.
Un effetto di questo conflitto è poi l'evidente acceleramento dei ritorni dei profughi siriani dal Libano alla Siria.
Questo ritorno anticipato spesso per molte famiglie significa trovare una casa e terreni distrutti e una situazione di grande vulnerabilità data anche dalla mancanza di lavoro e di servizi essenziali nella zona. Rientrando si trovano a dover vivere nuovamente in delle tende, in attesa di potersi permettere di ricostruire le proprie case.




