Situazione attuale e Attività volontari/e

Nel mese di febbraio la zona di Masafer Yatta è rifiorita di verde e giallo, dando avvio finalmente alla stagione della pastorizia primaverile.
A contrastarla, l'azione capillare e violenta da parte dei coloni-pastori israeliani, i quali, soprattutto nei villaggi di Hraibat-a-Nabi, Imneziel e Ar-Rakeez, si sono resi responsabili di quotidiani atti intimidatori nei confronti delle famiglie palestinesi. Numerosi sono stati gli episodi di violenza fisica e verbale contro i palestinesi al pascolo sulle proprie terre e, come nei mesi precedenti, nonostante le ripetute richieste di intervento della polizia a salvaguardia di questi ultimi, i coloni israeliani non hanno subito alcuna conseguenza. A peggiorare la situazione, è cresciuta la presenza di pastori coloni israeliani minorenni, che agiscono ancora più liberamente, certi della loro probabile impunibilità, assecondati nella maggior parte dei casi dalle forze di polizia.

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Situazione attuale e Attività volontari/e

L’anno nuovo è iniziato con l’intensificarsi rapido e violento delle azioni dei coloni verso gli abitanti nella zona della Masafer Yatta già riscontrate nei mesi precedenti. Le zone maggiormente prese di mira sono state quelle di Haribat A-Nabi, Susyia, e Kharaba. Le aggressioni nei confronti della comunità locale sono state molteplici e hanno condizionato molti aspetti della vita quotidiana e lavorativa dei palestinesi, precludendo loro la garanzia di una serie di Diritti fondamentali.

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Situazione attuale e Attività volontari/e

A dicembre l’area della Masafer Yatta ha visto una serie di pratiche di violenza ai danni della popolazione palestinese attraverso aggressioni, intimidazioni, arresti illegali, furto di terra e di bestiame.
Nonostante le forti piogge di dicembre, le comunità palestinesi hanno continuato ad arare le loro terre in previsione dei pascoli primaverili. Quasi ogni giornata di aratura ha visto interruzioni e intimidazioni da parte di polizia e esercito (che contestavano la proprietà delle terre palestinesi) e da parte di coloni armati e coloni pastori (che aggredivano palestinesi e attivisti internazionali e danneggiano campi e ulivi).
Inoltre, si sono intensificati gli arresti arbitrari: una pratica illegale, violenta e particolarmente traumatizzante per le famiglie coinvolte, che vedono i propri cari portati via dalle forze di occupazione senza sapere né la meta, né l’accusa. Specialmente nell’area di Susya l’esercito israeliano, anche a seguito di una denuncia per aggressione (mai avvenuta) sporta da coloni, ha ripetutamente arrestato uomini palestinesi. In un’occasione, il 13 dicembre, un uomo del villaggio di Samoa è stato prelevato dalla sua macchina in cui erano presenti anche i due figli piccoli, che sono rimasti nel veicolo, soli e terrorizzati. All’arrivo di attivisti internazionali, l’esercito ha aggredito anche loro, lanciando una flash-granade (granata stordente). L’uomo per fortuna è stato rilasciato il giorno dopo.

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Situazione attuale e Attività volontari/e

Nel mese di novembre, nell’area della Masafer Yatta, si è registrato un ulteriore peggioramento delle pratiche di intimidazione e violenza ai danni della popolazione palestinese.
Le comunità hanno affrontato demolizioni, arresti arbitrari, aggressioni da parte dei coloni e continue restrizioni all’accesso alla terra, mentre allo stesso tempo hanno proseguito con determinazione il lavoro agricolo stagionale, fondamentale per la loro sopravvivenza.
La minaccia costante di demolizioni continua a incidere profondamente sulla vita quotidiana dei residenti palestinesi. Si stima che nell’area siano stati emessi oltre sessanta ordini di demolizione, colpendo abitazioni, strutture agricole e spazi comunitari.

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Situazione attuale e Attività volontari/e

La Cisgiordania a ottobre ha subito un inasprimento delle pratiche di pulizia etnica e di furto di terre ai danni della popolazione palestinese. 
Gli attacchi dei coloni e delle forze di occupazione israeliane riportati dall’OCHA sono più di 260, il numero più alto dell’ultimo quinquennio. 
Il villaggio di Susyia resta uno dei posti più colpiti, con ben 49 attacchi solo questo mese: irruzioni in abitazioni, taglio di ulivi, distruzione di muri e finestre, incendi a macchine, sono solo alcune delle violenze riportate nel mese. 

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