Situazione attuale e Attività volontari/e
A maggio si sono verificati ripetuti e violenti attacchi da parte dei coloni e delle forze d’occupazione israeliane, tanto nella regione del Masafer Yatta, quanto in tutti gli altri territori della Cisgiordania, ai danni dei palestinesi: l’ampliamento e la creazione di nuovi insediamenti, il furto di greggi, arresti arbitrari, l’impedimento del lavoro di raccolta nei campi, intimidazioni e abusi quotidiani. Epicentri di tali violenze sono state le zone di Jawaya, Wadi Rakhim (Susiya), Umm al-Khair, Shi’b al Butum – Qawawis, e i villaggi di Gwein e Kharaba.
I pastori palestinesi di Jawaya hanno subìto diversi attacchi, volti a impedire di pascolare liberamente sulle loro terre. Il 17 maggio un pastore palestinese è stato arrestato in maniera arbitraria da una pattuglia di soldati riservisti, mentre pascolava sulle proprie terre. Ammanettato e bendato, è stato detenuto presso la base militare di Susya, dove è stato trattenuto illegalmente fino alle 4 del mattino successivo, picchiato, vessato e umiliato; i coloni soldato hanno anche utilizzato il suo smartphone per inviare video e foto delle torture alla famiglia.
Nel villaggio di At-Tuwani in una sola settimana le forze d’occupazione israeliane hanno effettuato ben tre raid intimidatori, irrompendo nelle case di alcune famiglie palestinesi. Negli stessi giorni vi è stata un’altra incursione notturna, stavolta ad opera di coloni israeliani, che hanno danneggiato gravemente due auto, di cui una di un’attivista israeliano.
Un altro luogo particolarmente preso di mira è stato il villaggio palestinese di Wadi Rakhim, confinante con la zona di Susiya, che si trova in Area B (secondo gli Accordi di Oslo), dove fino ad ora la presenza di coloni era sporadica. Qui è stato ampliato un nuovo avamposto a qualche metro dalle case palestinesi, che a più riprese sono state bersaglio di raid violenti, con danni ingenti a un’auto e un forno per il pane, a cui i coloni israeliani hanno appiccato il fuoco. Lunedì 18 maggio, in seguito a un attacco violento ad opera di coloni incappucciati e armati di bastoni nei confronti degli abitanti palestinesi, la polizia e l’esercito israeliani sono finalmente intervenuti per smantellare una delle tende del nuovo insediamento e detenere provvisoriamente quattro coloni israeliani. Purtroppo, il giorno successivo, nel quartiere di Halhul (nord di Al-Khalil/Hebron), in un raid punitivo, alcuni coloni armati hanno appiccato il fuoco a un’auto e una casa palestinese, rivendicando l’azione con scritte sui muri per i fatti di Wadi Rakhim. Nei giorni successivi, parte del nuovo insediamento è stato ricostruito, con tanto di canalizzazione per l’acqua.
A Umm al-Khair, dopo un’incursione di coloni che ha danneggiato le recinzioni intorno al villaggio, sei nuovi container di coloni sono stati posizionati accanto ai precedenti presso il centro comunitario. L’ampliamento dell’avamposto avviene nella totale impunità e con l’appoggio delle forze d’occupazione israeliane, che spesso invadono il villaggio, attuando perquisizioni, identificazioni e arresti arbitrari. In uno degli ultimi raid effettuati a maggio dalle forze d’occupazione, alcuni palestinesi e attivisti internazionali sono stati arrestati, e una di loro è stata espulsa.
Un altro nuovo insediamento è stato eretto nella zona di Shi’b al Butum – Qawawis (c.d. zona ‘Comet’), sulla sommità di una piccola collina. I coloni israeliani hanno eretto due tende, di cui una per il gregge, e piantato una bandiera sulla sommità. Da questo nuovo insediamento coloni a cavallo e in quad attaccano gli abitanti palestinesi dei villaggi limitrofi, portano greggi al pascolo nelle terre palestinesi e impediscono il libero movimento dei palestinesi stessi, bloccando le strade di accesso.
Nonostante i continui soprusi da parte dei coloni spesso coordinati con le forze d’occupazione israeliane, la popolazione palestinese continua a trovare nuove forme di resistenza. In alcuni villaggi, come Al-Faraj (Susiya), i palestinesi hanno deciso di lavorare nel cuore della notte, per evitare che i raid impediscano loro di raccogliere il grano. A Haribet a-Nabi i residenti dei villaggi vicini hanno donato una pecora a testa a una famiglia palestinese che, nei giorni della celebrazione di Eid al-Adha (una celebrazione religiosa importante), aveva subìto il furto del suo gregge da parte di coloni israeliani.






