Il 29 settembre scorso, durante la 63ª sessione del Consiglio ONU per i Diritti Umani, nel corso del Dibattito Generale sulla situazione dei diritti umani in Palestina, l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII (APG23) è intervenuta per denunciare la crescente violenza dei coloni e delle forze di occupazione israeliane in Cisgiordania.
Nel suo intervento, APG23 ha richiamato le parole dell’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani Volker Türk e ha richiamato l’attenzione sulla situazione di comunità come Masafer Yatta, colpite da violenze, sgomberi forzati, demolizioni, abitazioni incendiate, distruzione dei mezzi di sussistenza e attacchi contro chi presta soccorso e offre solidarietà.
Di fronte allo spettro della pulizia etnica, l’appello è chiaro: sostenere il popolo e le comunità palestinesi che resistono in modo nonviolento all’occupazione e alla violenza, fermare l’impunità e applicare pienamente il diritto internazionale e le risoluzioni delle Nazioni Unite.

Il 30 settembre rappresentanti della Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII (APG23) hanno preso parte al dibattito generale durante i lavori della 60a sessione del Consiglio Diritti Umani dell'ONU. sulla “situazione dei diritti umani in Palestina e in altri territori occupati”, che ha fatto emergere gravissime e sistematiche violazioni dei diritti umani.
Per saperne di più:  https://www.semprenews.it/news/Gaza-dichiarazione-Nazioni-Unite.html

C'è un fatto, concreto e significativo, che si nota molto presto quando, giunti nella zona delle colline a sud di Hebron, in Cisgiordania, ci si guarda intorno: quelle colline, e in generale tutte le alture, sono controllate dai coloni.
Nelle valli, in fondo alle valli, ai palestinesi è concesso stare (qualche volta).
Dall'alto si controlla, si esercita meglio il potere.
È uno degli aspetti del colonialismo agricolo, che si avvale di leggi lasciate in eredità dalla Gran Bretagna e affinate da Israele, oltre che del meticoloso lavoro quotidiano di coloni, esercito e polizia israeliani per espropriare le terre ai palestinesi.
Noi volontari e volontarie di Operazione Colomba siamo lì, al fianco delle vittime.
Il meccanismo è rodato: i coloni impediscono ai palestinesi di accedere ai propri appezzamenti, i campi diventano incolti e la terra, giudicata inutilizzata, viene dichiarata “State land”, terra d’Israele.
Di fatto, è un esproprio: se ci si trova entro i confini di una “State land” (che cambiano continuamente, assumendo forme così irregolari che viste su una mappa paiono test di Rorschach), si può essere arrestati.

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Operazione Colomba es el Cuerpo Noviolento de Paz de la Asociación Comunità Papa Giovanni XXIII, presente desde hace 21 años en Palestina, primero en la Franja de Gaza y desde 2004 en Masafer Yatta, al sur de Al-Khalil/Hebrón.

En estos 21 años, cientos de voluntarios y voluntarias de Operazione Colomba han convivido las 24 horas del día, los 365 días del año junto a la población palestina, apoyando su resistencia noviolenta a las violaciones sistemáticas de los derechos humanos perpetradas por el ejército y los colonos israelíes.

En estos 21 años hemos observado, documentado y denunciado estas violaciones, produciendo miles de horas de vídeo, cientos de comunicados de prensa, decenas de reuniones con instituciones italianas e internacionales, decenas de artículos en la prensa italiana y extranjera, cientos de horas de encuentros públicos.

En estos 21 años hemos conocido y establecido fuertes lazos de confianza y amistad con cientos de palestinos e israelíes. Es junto a ellos que, con profunda preocupación e inmenso dolor, presenciamos impotentes los acontecimientos y lloramos a los muertos. Su petición de poner fin a decenios de ocupación de Palestina para lograr una paz justa y estable es ahora más que nunca ignorada y silenciada por el ruido ensordecedor de las armas.

Ahora sentimos que las energías de todos los que hemos trabajado en estos 21 años, corren el riesgo de ser definitivamente pisoteadas y traicionadas por la violencia de las armas y por la arrogancia de quienes, a pesar de poder, nunca han actuado para detenerlas.

Nos duele constatar la atención distorsionada por parte de los medios de comunicación, que sólo hablan de la cuestión palestina ahora que la sangre corre, que el número de muertos aumenta día tras día en ambas partes, guardando silencio sobre el hecho de que la catástrofe humanitaria para los palestinos en Gaza no comenzó hoy sino que ha persistido durante décadas.

Ahora y mientras sea necesario, permaneceremos donde es justo estar y donde hemos estado en estos 21 años: junto a quienes sufren y resisten la violencia.

Operazione Colomba

Articulo traducido al español.
Texto original: www.operazionecolomba.it/palestina/3777-da-21-anni-in-palestina.html

[Foto: Yahya Hassouna/AFP]