COMUNICATO STAMPA
Rimini, 26 agosto 2005
OPERAZIONE COLOMBA IN NORD UGANDA
L'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII attraverso l'Operazione Colomba, corpo di pace della medesima, ha scelto di essere presente nella zona di guerra dell'Uganda del nord e già alcuni suoi volontari hanno iniziato la loro vita di condivisione tra le popolazioni sfollate. Questa situazione di guerra che va avanti da 19 anni e vede come protagonisti più di 30 mila bambini rapiti, costretti con le peggiori atrocità, a combattere nelle file dell'esercito dei ribelli, è stata definita dal sottosegretario generale delle Nazioni Unite, Jean Egeland, la più grande tragedia umanitaria dimenticata. Infatti tutta la popolazione civile della regione, già vittima di efferati massacri, è costretta a vivere nei campi per sfollati in condizioni disumane.
Don Oreste Benzi, Presidente dell'Associazione, in visita ai suoi volontari, ha avuto un incontro ufficiale a Gulu con la signora Betti Bigombe, un ex ministro ugandese, mediatrice ufficiale nelle trattative tra il governo di Kampala e i ribelli dell'LRA.
La signora Bigombe ha apprezzato la linea della riconciliazione che i giovani dell'Operazione Colomba ci auspicano di portare avanti. Le trattative di pace fra ribelli e governo ugandese attraversano una fase di difficoltà. La signora Bigombe ha messo in evidenza la necessità che anche il governo italiano entri nel gruppo delle nazioni che sostengono il suo lavoro, come già fanno la Gran Bretagna, l'Olanda, la Norvegia e gli Usa ed ha apprezzato anche l'offerta dello Stato della Repubblica di San Marino di sostenere attivamente questo negoziato.
Il momento è grave, i pericoli della guerriglia non mancano, i rischi sono abbastanza notevoli, tuttavia si è decisi di proseguire in questo cammino di condivisione con le popolazioni che soffrono e sono vittime di questo conflitto.


