Da venti anni in Nord Uganda continua nel silenzio e nella dimenticanza generale un conflitto che ha già portato rapimento di circa 25.000 bambini costretti a combattere nelle file del sedicente “Esercito di Resistenza del Signore” e a subire ogni sorta di vessazioni e di soprusi.
1.500.000 persone, il 95% degli abitanti della regione, sono costretti a vivere nei campi per sfollati nell’inedia e nell’abbandono, con poca acqua, poco cibo e nessuna prospettiva. Un popolo lavoratore, proprietario di una terra ricca, è piegato ed umiliato in questi assembramenti con il pretesto di una maggiore protezione, e così c'è un incremento continuo della depressione, dell'abuso di bevande alcoliche, e dei suicidi, un fenomeno prima sconosciuto alla popolazione Acholi.
La promiscuità e la mancanza di igiene favoriscono la diffusione del virus dell'HIV. Molte persone ammucchiate in poco spazio fanno aumentare il tasso di intolleranza e di conseguenza le morti legate ad episodi di violenza. Non di rado sono gli stessi militari governativi che si macchiano di questa onta. E’ così confermata dai missionari che vivono sul posto la cifra ( secondo loro per difetto) di 1000 morti la settimana, secondo una ricerca compiuta nel I semestre 2005, e pubblicata lo scorso Settembre.
Secondo Dennis McNamara – consulente speciale delle Nazioni Unite per gli sfollati nelle crisi umanitarie, che ha visitato recentemente il Nord Uganda , "nei campi degli sfollati il tasso di mortalità è pari al doppio di quello segnalato nella tormentata regione sudanese del Darfur”.
Già alla fine del 2004 il sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, Jan Egeland, ha definito questa situazione la più grande emergenza umanitaria dimenticata del mondo.
A dispetto delle dichiarazioni governative di maggior sicurezza e del miglioramento generale della situazione, non si capisce perche’ vengono aperti nuovi campi invece di fare progetti pilota di rientro nei villaggi di origine
Il rischio per questa popolazione è di fare la fine degli indiani del Nord America, costretti prima nelle riserve e poi lentamente decimati.
Operazione Colomba si è recata diversi volte nel Nord Uganda a partire dal novembre 2004.
E’ stata con i suoi volontari nei campi per sfollati nel distretto di Gulu. Ha ascoltato questa immane tragedia dalla viva voce delle vittime e provato a condividere con loro.
Da maggio 2006 abbiamo aperto una presenza stabile nel distretto di Gulu.
In Italia si fanno attività di sensibilizzazione su questo conflitto dimenticato e si prova a fare pressione sul governo perché attui un maggior coinvolgimento nel processo di pace.Anche con il Governo della Repubblica di San Marino c’è una stretta collaborazione a questo fine.Infine si raccolgono fondi per il sostegno alla riabilitazione dei bambini soldato e per il sostegno della vita nei campi per sfollati.


