Situazione attuale

All’inizio di gennaio Israele ha riaperto i confini per turisti e viaggiatori vaccinati contro il Covid-19, mentre nel Paese si sta somministrando alla popolazione la quarta dose.
Le restrizioni di movimento verso Israele, purtroppo, hanno limitato la permanenza in loco dei volontari, che si sono dovuti adeguare ad una riorganizzazione della presenza con un andamento intermittente. Tuttavia, il monitoraggio dei volontari sulle violazioni dei Diritti Umani nelle Colline a Sud di Hebron è potuto proseguire, anche grazie alla collaborazione con gli attivisti locali, palestinesi e israeliani, che hanno contribuito a fornire informazioni di prima mano su ciò che è accaduto sul campo.

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Nel pomeriggio del 5 gennaio, l’esercito israeliano è entrato nel villaggio palestinese di Umm al-Khair nella regione del Masafer Yatta, nelle Colline a Sud di Hebron, per confiscare alcune automobili palestinesi non registrate. Un anziano abitante del villaggio, Haj Suleiman al-Hathaleen, ha cercato pacificamente di impedire ai soldati di portare via i veicoli, quando un carro-attrezzi della polizia israeliana lo ha investito, provocandogli gravi ferite su tutto il corpo. Nessuno dei militari si è fermato a soccorrerlo, lasciandolo in fin di vita. L’anziano attivista, purtroppo, è morto dopo qualche giorno di degenza in condizioni gravissime in ospedale. Ai suoi funerali hanno partecipato centinaia di persone e attivisti, per ricordarne l’azione nonviolenta e la risolutezza della resistenza.

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Situazione attuale

Nel mese di dicembre Israele ha nuovamente chiuso le proprie frontiere agli stranieri a causa della nuova variante Covid-19 denominata Omicron, cosa che potrebbe portare ulteriori ripercussioni al personale delle organizzazioni internazionali di Diritti Umani che operano nel Paese  ed in Palestina.
Il 6 dicembre il Governo israeliano ha bloccato la costruzione di una nuova parte degli insediamenti a Gerusalemme Est, che avrebbero portato alla demolizione di nuove strutture nei quartieri di Silwan e di Sheik Jarrah, dove si voleva costruire un parco tematico ispirato agli avvenimenti biblici del Vecchio Testamento.
Da segnalare, infine, le visite del Ministro degli Esteri israeliano in Egitto e negli Emirati Arabi Uniti, in vista di nuovi rapporti economici.
Il 22 dicembre, Israele ha iniziato la somministrazione della quarta dose del vaccino Pfizer agli ultra ottantenni, abbassando poi la fascia fino all’età di 60 anni.

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Situazione attuale

Nel mese di novembre, dopo una breve riapertura ai turisti, Israele ha nuovamente chiuso i propri confini, a causa della nuova variante del Covid-19 chiamata Omicron.
L’8 novembre, per la prima volta è stata denunciata la presenza di uno spyware, usato dallo Shin Bet per sottrarre informazioni sensibili in otto telefoni cellulari di attivisti palestinesi, con la conseguente violazione della loro privacy e di quella dei loro contatti. Tra essi erano inclusi anche diversi attivisti e dipendenti delle sei ONG palestinesi che a ottobre sono state dichiarate terroriste da parte di Israele.
Il 18 novembre, in occasione del Dubai Airshow, dove lo Stato di Israele era stato invitato a partecipare, è stato firmato un accordo tra Emirati Arabi Uniti e Israele per la costruzione di armi da guerra da usare sulle navi israeliane.

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Situazione attuale

Il 7 ottobre la Corte Suprema israeliana ha riconosciuto agli ebrei ultra-ortodossi il diritto di pregare alla moschea di Al Aqsa di sabato – decisione avversata dai musulmani, che hanno iniziato proteste giornaliere.
Il 14 ottobre Israele ha approvato un piano per la costruzione di nuovi insediamenti a Gerusalemme, nel quartiere di Beit Safafa, abitato soprattutto da Palestinesi; gli insediamenti interromperanno ogni collegamento territoriale del quartiere con i villaggi palestinesi dell’area.
Il 22 ottobre il Primo Ministro israeliano Naftali Bennet ha incontrato il Presidente russo Vladimir Putin, per discutere soprattutto dell’agenda economica russa in Medio Oriente. Inoltre i due politici si sono confrontati anche sulla possibilità di proporre nuove sanzioni all’Iran, in particolare per limitare il suo programma nucleare. Lo stesso giorno Israele ha dichiarato sei organizzazioni palestinesi come terroristiche: tra loro, Al Haq e Addameer. La decisione ha destato preoccupazione a livello internazionale, tanto da suscitare anche le dichiarazioni del portavoce del Dipartimento per i Diritti Umani delle Nazioni Unite per i Territori Occupati contro la scelta di Israele.

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Situazione attuale

Settembre è stato il mese delle festività ebraiche in Israele, con chiusure dei checkpoint e dell’aeroporto Ben Gurion durante il giorno di Yom Kippur.
Nonostante l’aumento di casi Covid-19, il Governo ha deciso di non aumentare le restrizioni, continuando la campagna vaccinale per la terza dose di vaccino e permettendo l’uso degli spazi pubblici solo a chi fosse in possesso di Green Pass.
Il 6 settembre sei detenuti Palestinesi sono fuggiti dalla prigione di massima sicurezza di Gilboa, nel nord del Paese. L’evasione ha messo in piena allerta Israele, che ha chiuso la maggior parte dei checkpoint tra West Bank e Israele per ricatturarli. Si sono verificati alcuni scontri soprattutto a Jenin, città natale della maggior parte dei sei prigionieri fuggiti, dove le truppe israeliane hanno imposto anche la chiusura del Jalama checkpoint, che delimita la città. Il 10 settembre due prigionieri sono stati catturati vicino a Nazareth, mentre altri due a Umm al-Ghanam. Infine, qualche giorno dopo anche gli ultimi due prigionieri sono stati trovati vicino a Jenin. Tutti e sei saranno portati in giudizio, dopo aver subito torture durante gli interrogatori.

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