SITUAZIONE ATTUALE
Con l’inizio delle vaccinazioni per il Covid-19 già dal mese di dicembre, Israele è diventando il primo Stato al mondo per percentuale di vaccinati, arrivando al 10% della popolazione già ad inizio del nuovo anno. A metà dicembre, infatti, la campagna di vaccinazione era già iniziata con il Primo Ministro Benjamin Netanyahu che si era fatto ritrarre durante la somministrazione del vaccino, insieme ad alcuni dei suoi ministri.
A metà del mese un lockdown totale è stato comunque imposto in Israele, e durerà fino alla prima settimana di gennaio: divieto di spostamenti tra città e tra Israele e Palestina, chiusura di ogni bene e servizio se non quelli di prima necessità.
In Palestina le prime dosi di vaccino arriveranno ad inizio gennaio, sebbene non vi siano le strutture adeguate per il mantenimento dei vaccini stessi. L’Autorità Palestinese ha dichiarato di voler vaccinare la popolazione nel minor tempo possibile, con la costruzione di strutture apposite nelle città più grandi, per ora Ramallah, Betlemme ed Hebron. A metà di dicembre è stato imposto il lockdown totale (prima solo nei governatorati di Hebron, Betlemme, Tulkarem e Nablus, e poi in tutti), con divieto di spostamento tra governatorati e chiusura di tutte le attività il venerdì e il sabato, oltre che un coprifuoco notturno. Questo è dovuto al numero ancora crescente di casi.
In Israele si sono indette nuove elezioni, che si terranno il 23 marzo 2021, a meno di un anno dall’accordo programmatico stipulato tra Likud e Blue & White. Sebbene l’accordo servisse per il mantenimento di un governo stabile, la mancata approvazione del budget di Stato (con una votazione avvenuta il 23 dicembre) ha portato la coalizione a collassare completamente, rendendo necessario indire nuove elezioni, le quarte degli ultimi tre anni.






