Y. è un ragazzo siriano di 30 anni.
Ha tre figli bellissimi, due dei quali ci vengono incontro all'ingresso dell'ospedale insieme alla zia. Quindi entriamo e insieme cerchiamo di capire dove hanno ricoverato il padre.
É in un'ala particolare dell'ospedale: per poterlo visitare bisogna oltrepassare una porta blindata e avere il permesso della guardia che ti apre.
Spieghiamo che siamo un'organizzazione, lasciamo i nostri passaporti e siamo dentro.
La guardia ci accompagna nella camera di Y.: una cella.
Insieme a lui ci sono altre persone ricoverate, cinque, forse sei, ma attraverso la porta che abbiamo davanti, che è tutta bucherellata, si fa fatica a vedere.





