In uno dei primi giorni di primavera ci troviamo in tenda, a Tel abbas. 
L'inverno sembra essere alle spalle, così come il freddo e il fango invadente nelle strade. Qualcuno bussa alla porta, apriamo ed entra Abu Suliman, un uomo di Homs.
Ha lo sguardo malinconico, rivolto lontano oltre il confine, nelle terre dove è ancora inverno nei cuori degli uomini.
Il post-it
Ero convinta di dover cercare un equilibrio.
Nei primi giorni infatti mi sforzavo a calibrare, misurare, pesare e analizzare ogni singolo avvenimento, incontro, persona.
Poi mi è tornato tutto in mente, è un'intuizione che ciclicamente torna, non si può nemmeno più chiamare intuizione oramai è un memo, uno di quei post-it che attacchi sul frigo (i primi giorni ti è utile per ricordare, poi ci fai l'occhio e non serve più a niente, il suo colore non attira più la tua attenzione).
Abu S.
In Senegal quando muore un anziano si dice "è una biblioteca che brucia".
È proprio così...
Anche questi nonnetti sono così saggi, così umili, dicono la parola giusta al momento giusto.
Adoro ascoltarli, starei le ore con loro talmente sono teneri!
L'attimo perfetto
Vi scrivo queste parole dalla tenda di un campo profughi a nord del Libano, a pochi km dalla Siria. Sono qui con M., A. e MC, insieme facciamo parte di Operazione Colomba, un Corpo Civile di Pace.
Vorrei poter donarvi tutte le scoperte, i nuovi sentimenti e la vita che vedo qui, ma per farlo dovrei farvi vedere anche la fatica che è d'obbligo fare per vedere la vita pura, per vivere in verità. È per questo che vi chiedo di ascoltare queste parole, lasciando per un attimo ogni vostra paura, pregiudizio e conoscenza, solo per poco abbandonatevi all'ascolto e date uno sguardo fuori da questa tenda.
Abudi e Abudi si abbracciano in mezzo al campo da calcio
Non so perché, ma è una delle immagini che per prime mi saltano in mente quando lascio la testa libera di tornare a Tel Abbas.
Abudi e Abudi hanno quasi lo stesso nome, quasi la stessa età.
Abdelrazak viene da Aleppo, ha quattro fratelli più grandi e quattro più piccoli, lui sta proprio nel mezzo. Ha grandi occhi nocciola come quelli di sua mamma e di molti suoi fratelli, un sorriso atomico.





