Veli leggeri e colorati, veli scuri, teste scoperte.
Sguardi timidi, sguardi sicuri.
Essere una volontaria qui vuol dire stare con tutti i profughi, quindi avere anche la possibilità di stare con le donne, cosa che non sempre è possibile o scontata per i volontari di sesso maschile. Quando si chiudono le porte siamo solo noi: donne che si raccontano, si liberano di strati di stoffa e di pensieri.
Molte sono giovanissime ed in Siria andavano a scuola, volevano continuare a studiare e realizzarsi.
Poi la guerra e la vita che si rinchiude in una tenda, portando tra le varie conseguenze spesso anche il matrimonio in adolescenza, perché non vedevano altre prospettive possibili per il loro futuro, e la divisione ancora più netta della società, in questo luogo che non lascia spazio.
Donne che si fanno carico di intere famiglie, donne che affrontano a pieno viso le tempeste.








