Situazione attuale
Purtroppo maggio è stato l’ennesimo mese di tensione e scontri violenti.
Il 4 maggio, l’Alta Corte di giustizia israeliana ha respinto i ricorsi contro gli ordini di sfratto emessi nei confronti degli abitanti palestinesi di Masafer Yatta, l’area designata come luogo di addestramento militare chiuso, denominata “Firing Zone 918”, a sud di Hebron. La decisione ha posto fine al procedimento legale durato più di 19 anni, consentendo così alle forze israeliane di sgomberare e utilizzare l’area per l’addestramento militare. Questa sentenza, quindi, prevede la demolizione e l’evacuazione di molti villaggi palestinesi (Jinbah, Markaz, Fakhit, Sfayi, Halawah, Khalat al-Dab’a, Taban, Majaz, Rakiz, Simri, Magha’ir al-‘Abid, Tuba, Mufagara-Sarura) della “Firing Zone 918”, lo sfratto di circa 1.200 palestinesi, inclusi 580 bambini.
La sentenza acconsente dunque alla violazione dei Diritti Umani fondamentali dei palestinesi e contravviene, inoltre, al Diritto internazionale, comprese le norme sullo Stato occupante sancite dalla Convenzione di Ginevra del 1949 e dallo Statuto di Roma del 1998, che definisce i crimini contro l’umanità e i crimini di guerra. Israele, tra l’altro, è parte di entrambi questi trattati.
Il 5 maggio, giorno in cui Israele festeggia la propria nascita, le forze israeliane hanno assaltato il complesso della moschea di Al-Aqsa scortando più di 600 coloni israeliani. Nel raid sono rimasti feriti 16 palestinesi e arrestati una cinquantina, tra cui anziani e bambini.
L’11 maggio la giornalista di Al Jazeera Shireen Abu Akleh di 51 anni, è stata uccisa a colpi d’arma da fuoco mentre seguiva un’incursione dell’esercito israeliano nel campo profughi di Jenin. Al Jazeera, in una dichiarazione, ha affermato che Abu Akleh è stata “assassinata a sangue freddo” e ha invitato la comunità internazionale a ritenere responsabili le forze israeliane.
Il 13 maggio, mentre migliaia di palestinesi si erano radunati per il funerale di Abu Akleh, la polizia israeliana ha preso d’assalto l’ospedale Saint Joseph, dove riposava la salma della giornalista, e ha attaccato i palestinesi che partecipavano al corteo funebre, compresi i portantini della bara e altre persone raccolte in lutto, ferendo 33 palestinesi e arrestandone 15.
Il 29 maggio si è tenuta la tradizionale Marcia delle bandiere in cui migliaia di coloni israeliani hanno marciato attraverso Gerusalemme Est durante l’annuale “Giornata di Gerusalemme”, che commemora l’occupazione israeliana di Gerusalemme Est nel 1967. Le autorità israeliane hanno schierato migliaia di poliziotti e installato barriere metalliche fuori dalla Porta di Damasco, bloccando l’accesso dei palestinesi dentro e fuori dalla Città Vecchia di Gerusalemme, così costringendo i proprietari a chiudere i loro negozi. 87 palestinesi, tra cui nove bambini e una donna, sono stati feriti con proiettili di gomma e granate assordanti e 72 palestinesi sono stati arrestati.

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