COMUNICATO STAMPA
Centocinquantadue alberi secolari d'ulivo sono stati sradicati dai bulldozer israeliani e portati in Israele, mentre altri ottocento alberi sono già stati segnati con vernice rossa: ciò significa che saranno presto distrutti, tagliati o rubati.
Un alto ufficiale dell'esercito a capo dell'area ha informato i contadini di Aboud ai quali verranno sequestrate le terre che una settimana di tempo per presentare al comando del DCO/DCL di Bet El (Ramallah) il propri dati.
L'ufficiale ha chiarito che questo servirà ai proprietari dei terreni per poter accedere, attraverso un gate, ai campi per la raccolta annuale delle olive, una volta terminata la barriera di separazione sul terreno di Aboud, Deir Al-Lubban e Rantis.
Il portavoce del comitato popolare di Aboud ribadisce che già in passato, quando fu fondato l'insediamento israeliano di Beit Arye sulle terre del villaggio, l'esercito concesse solo per un anno (1983) la raccolta delle olive. Da allora i tre proprietari di quei terreni non hanno più potuto raggiungere i loro alberi che sono stati così annessi all'insediamento stesso.
Il sindaco del villaggio di Aboud ha fatto sapere che nessun proprietario andrà al comando israeliano di Beit El a portare i propri nominativi.
Aboud è un villaggio cristiano e musulmano, a sei chilometri dalla Green Line, il limite tra Cisgiordania e Israele. Nonostante sulla Green Line sia già presente un Muro di separazione che impedisce l'ingresso in Israele, il governo israeliano ha ordinato la costruzione di una seconda barriera vicino al villaggio, per la quale sono stati già confiscati centinaia di dunam di terra, in gran parte coltivata, appartenente agli abitanti di Aboud.
A riferire dell'accaduto sono i volontari di Operazione Colomba (corpo di pace nonviolento presente da tre anni in Palestina e Israele) che vivono nel villaggio di Aboud.
Operazione Colomba è un servizio della Comunità Papa Giovanni XXIII che opera in Territori Occupati e Israele dal 2002 con l'obiettivo di condividere la vita e le sofferenze delle persone colpite dal conflitto cercando di "costruire ponti" e "sanare ferite".

Cisgiordania: Il Muro (o Barriera) di Separazione continua la sua espansione in tutta la Cisgiordania. Ieri la comunità di At-Tuwani nelle colline a sud di Hebron ha assistito attonita alla deposizione dei blocchi di cemento che la separeranno presto definitivamente dalla città di Yatta. Piu di mille persone, nell'area piu povera della Cisgiordania, che vivono in grotte e di sola pastorizia, e soggette alle violenze di coloni estremisti nazional-religiosi, non potranno raggiungere la città di Yatta, fondamentale per commerci, scuola e sanità. Un Muro di 80 cm impedisce il passaggio di greggi, animali e veicoli, rendendo cosi imposssibile la comunicazione con la città vicina. Al momento vi è ancora un varco nel Muro, ma il progetto ultimato non prevede punti di passaggio e si teme che il varco venga presto chiuso.




