Penso alla mia ultima notte al campo.
Me ne sto sdraiato nell’oscurità della tenda a fissarne il soffitto, sperando che la stanchezza della giornata vinca la mia insonnia.
Il silenzio che mi circonda è rotto da qualche rumore indistinto tutt’intorno e dall’abbaiare dei cani in lontananza.
Vorrei dormire ma non ci riesco.
Quando chiudo gli occhi un lungo corteo di immagini si accalca nella mia testa riconsegnandomi frammenti di quella che è stata la mia esperienza in questo luogo.
Mi vedo aspettare al caffè della stazione dei Connexion in attesa che qualcuno del team mi venisse a prendere, poi seduto nell’angolo di una tenda durante la mia prima visita a una delle tante famiglie siriane che vivono nella zona.





