Dal bagno di cemento e lamiera sento la voce rotta di una signora, il volontario con cui sta parlando prova a dirle di attendere, ci siamo appena svegliati e non siamo ancora pronti.
La signora insiste, piange, il volontario mi chiama perché non capisce la lingua.
Non serve l'arabo per capire il pianto disperato di questa donna, il suo dolore penetra il nylon di ogni tenda, sfonda la mia pelle e trapassa la mia cassa toracica.
Sento tutto, lo riconosco, è il richiamo all'umanità e il dolore che risveglia il senso della mia esistenza.
(19 anni, ti guardiamo morire tra un ospedale e l'altro tra i debiti di tua madre, una frontiera e cavilli burocratici).








