At-Tuwani – Minorenni palestinesi nelle carceri israeliane
“Correte al Sumud Freedom Garden, ci sono i soldati!”, ci aveva urlato un ragazzino.
Troviamo Hafez, suo fratello e suo figlio Amoudi con qualche soldato. La situazione sembra tranquilla, quando arrivano altre camionette dell’esercito. Il comandante inizia a fare domande ad Amoudi, in maniera insistente e scortese. Un soldato si avvicina minaccioso ai ragazzini, sta palesemente cercando la provocazione. Non facciamo in tempo a scambiarci due parole tra volontarie, che due soldati prendono per il braccio Hafez e lo trascinano via. Le sue figlie cominciano ad urlare.
La situazione degenera in una frazione di secondo, ci giriamo di scatto nel sentire altre urla: le mani di due soldati sono sul collo di Amoudi come tenaglie. Ci si serra la gola nel vedere il piccolo Hussem che corre dietro la jeep che sfreccia via con suo padre, ammanettato e bendato, all’interno. Arrabbiate, fermiamo un soldato che gli corre incontro e lo afferra per un braccio quasi torcendoglielo. A volte è difficile ricordarsi che c’è un uomo sotto quella divisa.
Tutto si conclude con la stessa rapidità con cui la situazione si era aggravata. Ci guardiamo attorno smarrite.






