LA SOLITA ALBA DI CASSIBILE

Dopo la visita a Rosarno e San Nicola Varco, abbiamo deciso di entrare in contatto con un altro punto cruciale nelle tappe dei migranti che seguono le raccolte stagionali: Cassibile, Siracusa. Incontriamo membri di associazioni che operano sul territorio, persone che vivono in questo luogo, immigrati che vi risiedono o che vi rimarranno solo per alcuni mesi.

Sono le 5.30 di una mattina di inizio marzo e già attorno alla piazzetta c'è movimento. Siamo a Cassibile, comune di Siracusa, tappa per i migranti che lavorano a giornata e che qui arrivano a inizio primavera per la raccolta delle patate, fragole, ortaggi; luogo che, assieme a Castel Volturno e Rosarno, è stato indicato dal ministro Maroni come “zona sensibile”.

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In viaggio verso Castel Volturno - di Mattia

10 febbraio 2010

La memoria. I 400 ragazzi tornati ieri dal viaggio nella Polonia di Auschwitz ce lo ricordano: il passato va custodito affinché gli errori e gli orrori non si ripetano.  E c’è bisogno di investire tutti i sensi per trattenere il ricordo e sviluppare anticorpi. C’è bisogno di partire, di viaggiare, di vedere, di immaginare, di ascoltare, di sentire, di toccare. Ben vengano quindi i “treni della memoria” come strumento concreto per ricordare la radice tragica e violenta della nostra giovane Europa. E mentre i giovani partono e tornano, noi adulti spesso ci ritroviamo fermi, incapaci perlopiù  di vedere e trattenere  quello che accade anche oggi e che contiene in potenza la stessa violenza. Il tempo che stiamo vivendo sta covando il germe della cattiveria, dell’intolleranza verso il diverso, del “respingimento” di chi migra verso un futuro migliore.

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Viaggio tra i migranti: è dignità che vogliono, non carità!

Continua il nostro viaggio tra i lavoratori migranti nelle campagne del Sud Italia. Successivamente a Rosarno, andiamo in provincia di Salerno, a conoscere coloro che, dopo aver subito i soprusi e lo sfruttamento dei caporali e dei datori di lavoro, sono diventati vittime di scelte politiche e istituzionali che considerano le persone come oggetti usa e getta.

IL RETROSCENA: LO SGOMBERO DI SAN NICOLA VARCO

Ma partiamo dall'inizio di questa storia tanto vera quanto irrazionale. Immaginate dunque una grande piana, la piana del Sele. Qui tra campi e serre a perdita d'occhio, San Nicola Varco, comune di Eboli; restringendo il campo figuratevi una grande struttura degradata dove sono costretti a vivere un migliaio di persone nordafricane. Inserite in questo scenario gli interessi delle multinazionali dell'agroalimentare, il sistema di sfruttamento di manodopera immigrata, la politica dei proclami mai realizzati.

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Pulizia
Rosarno

 

Alla fine ce l'hanno fatta. A Rosarno non è rimasto più un africano. Piazza pulita. Ma chi ha innescato la protesta? Contro chi si sono ribellati gli immigrati? Chi ha sparato? Non importa, via i neri da Rosarno. Pulizia. E chi voleva continuare a lavorare, chi non aveva ancora finito di raccogliere arance? E chi stava aspettando di essere pagato, dopo le fatiche dei campi? Non importa, via i neri da Rosarno, pulizia. E chi, come la maggioranza delle persone, era in possesso di regolari documenti, con tutto il diritto di stare dove stava? Con quale criterio è stato deportato in un campo di finta accoglienza? L'importante è mettere a tacere tutto e fare pulizia. Pulizia etnica!!!!

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Castel Volturno è Italia
Dietro il sipario

Anche questa domenica, un fotografo presente alla messa con gli immigrati. Un articolo in una rivista, un servizio alla TV. Castel Volturno, provincia di Caserta, da un anno abbondante, è sotto i riflettori dei media. Era il 18 settembre 2008 quando un manipolo di killer dei Casalesi uccideva sei ragazzi africani, tutti lavoratori in queste terre. Il giorno seguente gli immigrati misero a ferro e fuoco la Domiziana, dopo che un telegiornale nazionale aveva “infangato” i nomi delle vittime, etichettandole come appartenenti ad un cartello della droga, cosa peraltro mai provata, nemmeno dagli atti del processo.

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