Da Castel Volturno

Pulizia
Rosarno

 

Alla fine ce l'hanno fatta. A Rosarno non è rimasto più un africano. Piazza pulita. Ma chi ha innescato la protesta? Contro chi si sono ribellati gli immigrati? Chi ha sparato? Non importa, via i neri da Rosarno. Pulizia. E chi voleva continuare a lavorare, chi non aveva ancora finito di raccogliere arance? E chi stava aspettando di essere pagato, dopo le fatiche dei campi? Non importa, via i neri da Rosarno, pulizia. E chi, come la maggioranza delle persone, era in possesso di regolari documenti, con tutto il diritto di stare dove stava? Con quale criterio è stato deportato in un campo di finta accoglienza? L'importante è mettere a tacere tutto e fare pulizia. Pulizia etnica!!!!

In questi giorni tra gli immigrati a Castel Volturno si respira un sentimento di rabbia, intriso a tristezza e delusione; stati d'animo che, prima dei fatti calabresi, non erano così diffusi tra la gente. Come se si potesse misurare con un termometro, è aumentato ulteriormente il clima di difficoltà in cui vivono le persone migranti, ora con l'ulteriore paura di uscire dalle proprie abitazioni.
“Il problema – ci raccontano – è che non sei più sicuro di fare ritorno a casa”. Da non pochi giorni si aggira il sospetto che il desiderio di fare “piazza pulita” stia arrivando anche a Castel Volturno. E non ci sembrano solo supposizioni visto le recenti cronache. Anzi, le precise testimonianze di Isac ci confermano azioni di “rastrellamento” da parte delle forze dell'ordine, cominciate più di una settimana addietro: “Mercoledì 13 gennaio la polizia ha arrestato quattro persone alla stazione dei treni di Caserta, sono state detenute per tre giorni prima di essere rilasciate. Il giorno seguente, verso le 4 e mezza di mattina, è stata prelevata gente dalle proprie case a Pescopagano. Attorno alle 6 e mezza, invece, polizia e carabinieri si sono appostati alla fermata dell'autobus poco lontana (nel momento in cui la maggior parte degli immigrati si recava a lavorare), fermando due pullman pieni e portando via alcune persone. Venerdì 15 gennaio le forze dell'ordine hanno di nuovo fatto irruzione nelle abitazioni. Questo sta diventando un grosso problema per la gente che vive a Pescopagano.” E non solo là aggiungiamo noi: fatti del genere si registrano tutt'oggi in tutto il territorio, ultimo in ordine di tempo a Licola. Solo strane coincidenze o un'azione mirata? É questa la famosa “tolleranza zero”? Perché è rivolta solo verso chi viene “usato”, non sfiorando minimamente chi sfrutta gli stranieri?
A chi si sta impegnando per rendere “più pulito” questo territorio, vorremmo far notare che non occorre affannarsi eccessivamente. Tanti immigrati sono già al limite della sopportazione umana. “Qua non c'è più vita, voglio tornare a casa”, ci dicono. “Meglio essere rimandati in Africa, che vivere qua senza soldi, senza lavoro, senza poter uscire, con tante preoccupazioni in testa da non poter neanche dormire la notte”.
Con tanti altri si continua a resistere insieme. Come pochi giorni fa a Caserta, dove c'è stata una giornata di mobilitazione con un sit in davanti alla questura per chiedere prima di tutto la riapertura delle regolarizzazione a tutte le categorie di lavoratori ed in particolar modo ai braccianti e perché il governo recepisca al più presto la direttiva europea che permette ad un immigrato irregolare di denunciare il suo sfruttatore e ottenere il permesso di soggiorno. In solidarietà con tutti i lavoratori portati via da Rosarno; con la convinzione che la vera pulizia si ottiene favorendo l'accesso alla legalità.


M.