Libano/Siria![]()
Ormai abbiamo iniziato a considerare i naufragi in mare come un qualcosa a cui siamo abituati. Una settimana i morti sono 50, un'altra 20, quella dopo magari 100. Numeri a cui difficilmente riusciamo a dare un riscontro nella nostra normale vita. Ieri, al ritorno nel campo, arriva la notizia dell'ennesimo naufragio, una famiglia a cui molte persone erano legate da parentela e amicizia, è rimasta vittima del mare.
Chi dice umanità cerca di ingannarti
La nostra abitudine a semplificare tutto ciò che ci circonda, dividendo il mondo tra bello e brutto, tra buono e cattivo ci suggerisce di prendere sempre una posizione chiara e risoluta su qualsiasi tipo di questione.
Ogni volta che un Paese interviene in un conflitto si richiama sempre un indefinito interesse dell'umanità nel suo insieme.
Il viaggio di Amal
Libano/Siria
Amal ha 24 anni, viene da una cittadina vicino Aleppo.
Amal è profuga. Bloccata in una terra di mezzo, la Grecia. Da sola.
Ammar continua a dare speranza
Emad è ritto dietro al suo banco presso i giardini Abu Nouaf, al Forum Sociale Iracheno.
Come molte altre organizzazioni della società civile ed alcuni sindacati, ha allestito lo stand che spiega le attività che porta avanti insieme all'associazione di cui fa parte: l’Istitute for war e peace reporting (www.iwpr.net).
Un altro Iraq è possibile
Iraq
“Ci sono sempre, in ogni situazione, dei gruppi che portano solidarietà a chi è perseguitato. Anche nelle zone occupate dall’Isis”.
Mazen ha 22 anni, innanzitutto è un giovane. Lui è una delle forze del Social Forum Iracheno. Mi confida che la sua religione è sciita ma che questo non ha nulla a che fare con il suo stile di vita e con le relazioni personali. Le relazioni, dice, sono frutto di scelte e per noi non c’è differenza sostanziale tra le persone. “Siamo un solo popolo”.







