Il Cile dall’Estallido Social al trionfo dell’ultradestra
“Se Pinochet fosse vivo voterebbe per me”. Questa frase, da sola, basterebbe per descrivere la portata di quello che è successo in Cile domenica 14 dicembre 2025, giorno delle ultime elezioni presidenziali. A pronunciarla, qualche anno fa, nel 2021, fu José Antonio Kast, che oggi è il nuovo Presidente della Repubblica del Cile1.
S. è una mia amica. Ci siamo conosciute in Italia in una città che inizialmente non apparteneva a nessuna delle due: per lei perché ci si è ritrovata catapultata con i Corridoi Umanitari, per me perché la vivevo solo di passaggio. R. è sua sorella. L’ho incontrata in Siria, in un paesino dove entrambe ci sentivamo a casa, nonostante lei fosse appena tornata dopo 13 anni di vita in Libano e io erano pochi giorni che ci abitavo. R. e S. sono figlie della stessa famiglia, eppure hanno vissuto vite molto diverse, e continueranno a farlo.
Arriviamo al Community Center di Umm Al-Khair, e se non fosse circondato dai coloni, troppi e troppo vicini, sarebbe un posto bellissimo. Quel vecchio autobus colorato all'ingresso mi porta per un instante all'autobus di Into the wild. Arriviamo al Community Center, dove hanno ammazzato Ode a luglio. Un morto, è capitato, e mi faccio paura perché questa morte non mi divora come dovrebbe. Come trovare l'equilibrio tra il rimanere umana, il farmi toccare, il farmi ferire, e il riuscire a rimanere qua?
“Abbiamo il diritto di esistere come comunità. E continueremo a difenderlo.”
Il 29 ottobre 2025 al 5th Meeting, 12th Session of the Expert Mechanism on the Right to Development delle Nazioni Unite, a Ginevra, José Roviro López, della Comunidad de Paz de San José de Apartadó (Colombia), ha portato la voce di chi resiste alla violenza, alla pressione delle imprese economiche e alla distruzione del territorio e della natura. Roviro ha ricordato che il diritto allo sviluppo non può essere imposto dall’alto: nasce dalle comunità che difendono la terra, l’acqua, le sementi native, la memoria, l’educazione, la possibilità di vivere in Pace. Nonostante 28 anni di minacce e attacchi, la Comunità di Pace continua a costruire modelli alternativi di convivenza e agricoltura, lontani dalla logica della guerra e dello sfruttamento. Operazione Colomba accompagna la Comunità di Pace in Colombia da oltre 15 anni. Per ascoltare tutti gli interventi dell'incontro: https://webtv.un.org/en/asset/k1n/k1nkn3fy8z