SITUAZIONE ATTUALE
Nel mese di agosto il livello di tensione generato dall’uccisione di due poliziotti da parte di due civili arabo israeliani il 14 luglio, e dalle conseguenti misure adottate da Israele sulla Spianata delle Moschee, si è leggermente ridimensionato, nonostante la continuazione di arresti preventivi e demolizioni punitive.
Luglio 2017
SITUAZIONE ATTUALE
Durante il mese di Luglio si è particolarmente riaccesa la tensione in quel lembo di terra conteso tra Palestina e Israele.
Il 14 luglio due civili arabo israeliani hanno compiuto un attentato a Gerusalemme, uccidendo due poliziotti.
Conseguentemente lo Stato di Israele ha inasprito i controlli agli accessi alla Spianta delle Moschee, installando metal detector agli ingressi. La motivazione, oramai ampiamente usata dallo Stato israeliano, è il rafforzamento della sicurezza dell'area.
Giugno 2017
SITUAZIONE ATTUALE
L'occupazione israeliana non dorme mai, nemmeno durante il mese di Ramadan. Giugno, infatti, ha visto il susseguirsi di sfide che hanno messo a dura prova la tenacia dei palestinesi, che seppur a stomaco vuoto, hanno continuato a mantenere forte il legame con la propria terra. I volontari di Operazione Colomba hanno supportato le azioni nonviolente dei Palestinesi e risposto alle emergenze che si sono verificate nelle colline a sud di Hebron.
Maggio 2017
SITUAZIONE ATTUALE
A maggio, il contesto generale dell'occupazione e dei suoi effetti sulla popolazione palestinese non è certo migliorato: l'evento più significativo è stato lo sciopero della fame dei prigionieri politici palestinesi, promosso da Marwan Barghouti, (condannato a cinque ergastoli), per chiedere condizioni di detenzione meno disumane, in particolare la possibilità di ricevere le visite dai parenti, non solo una volta al mese, e la possibilità di studiare. Sono stati 1500 i palestinesi incarcerati nelle prigioni israeliane ad aderire alla protesta per ben 40 giorni.
Aprile 2017
Situazione attuale
Aprile dolce dormire… ma le colline a sud di Hebron ben sanno che l’occupazione non dorme mai.
L’espansione dell’avamposto illegale di Avigayil, con una nuova costruzione a ridosso di una valle palestinese, e la testa sanguinante di un ragazzo di At-Tuwani preso a sassate da alcuni coloni, lo ricordano in continuazione.
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