Operazione Colomba – report mensile delle attività in Albania – dicembre 2019

Situazione attuale
Nel mese di dicembre purtroppo sono continuate le scosse, il cosiddetto sciame sismico, successive al grave terremoto del 26 novembre. La Commissione europea ha annunciato che a gennaio sarà indetta una conferenza internazionale dei donatori dei Paesi membri della UE per la ricostruzione del Paese. In generale si stimano danni a circa 14.000 costruzioni, che hanno lasciato senza abitazione 13.000 persone. Nel frattempo la verifica delle condizioni di sicurezza delle abitazioni procede, anche se molte famiglie, nelle zone più isolate, lamentano l’assenza delle istituzioni che ancora non si sono interessate. Un caso particolare è stato segnalato dal programma satirico “Fiks Fare” (omologo dell’italiano “Striscia la notizia”) a Thumanë, epicentro del sisma, dove poche abitazioni sono rimaste intatte. Una famiglia con 7 bambini vive nel cortile di casa in condizioni difficili, senza accedere ai servizi di alloggio offerti dallo Stato, poiché è coinvolta in una “vendetta di sangue” e quindi non si fida a vivere insieme ad altri concittadini per questioni di sicurezza.
A metà dicembre i media italiani hanno dato spazio a una breve inchiesta sulla libertà di stampa in Albania; il servizio di Raitre “Albania: bocche cucite”, che in Italia non ha avuto particolare eco, ha invece riscosso grande attenzione in Albania. Dopo l’approvazione parlamentare alla cosiddetta “legge anti-diffamazione” voluta dal governo Rama proprio a dicembre, molte sono state le proteste dei media, che temono la censura ed eccessivi limiti alla libertà di stampa.

Condivisione, lavoro e novità sui volontari
Durante il mese di dicembre la presenza di Operazione Colomba si è alleggerita e le attività sono state realizzate con la collaborazione di due giovani in Servizio Civile in Albania presso la Comunità Papa Giovanni XXIII. Grazie alla loro disponibilità è stato possibile accompagnare due signore a visitare in carcere i loro mariti, detenuti per motivi di vendetta. A causa del terremoto del mese scorso, tra l’altro, il carcere di Koplik, in cui si trovano, è in stato di sovraffollamento, poiché ora ospita anche i detenuti del carcere di Lezha – Shën Koll, ritenuto inagibile a causa del sisma.
Inoltre, tramite l’intervento della Comunità Papa Giovanni XXIII, sono state effettuate alcune visite di monitoraggio, con particolare attenzione alle famiglie con maggiori difficoltà sanitarie ed economiche.
Il 6 dicembre gli albanesi di religione cattolica festeggiano San Nicola (Shën Koll in albanese), giorno in cui solitamente ci si ritrova in famiglia. La tradizione regolata dal Kanun prevede altresì che le riconciliazioni ufficiali avvengano proprio in questa data. In questa occasione, i volontari di Operazione Colomba hanno contattato tutte le famiglie seguite per augurare loro pace e serenità.
A dicembre, infine, è terminata la correzione definitiva e la traduzione (in inglese e in albanese) del Toolkit, un breve manuale operativo pensato per trasmettere alle Istituzioni locali le buone prassi che Operazione Colomba ha sviluppato in dieci anni di presenza in Albania, per contrastare il fenomeno della “vendetta di sangue”. La diffusione del documento persegue l’obiettivo di sollecitare l’intervento delle Istituzioni nei casi di faida e di incrementare il livello di competenze delle Autorità locali nella lotta al fenomeno. La realizzazione del Toolkit avverrà grazie al sostegno dell’Associazione Trentino con i Balcani, la quale provvederà anche a organizzarne la distribuzione attraverso alcuni workshop.

Rapporto con le istituzioni e lavoro di rete
A dicembre siamo stati intervistati sulla nostra esperienza nella lotta al fenomeno della “vendetta di sangue”. In particolare, siamo stati contattati da una studentessa, impegnata nella redazione della sua tesi che, tra i vari temi affrontati, si occupa anche del Codice del Kanun, e da una giornalista austriaca che sta scrivendo un libro sull’Albania all’interno del quale desidera dedicare un capitolo al fenomeno della “vendetta di sangue”.