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Nemico comune

Il Sole 24 Ore riporta che dall’inizio dell’epidemia in Albania sono morte 34 persone.
Solo il 4 giugno in una cittadina vicino a Tirana sono morti due giovani fratelli.
Uccisi.
Ma non dal corona virus.
Uccisi da un altro ragazzo.
Uccisi per un male micidiale che non dà scampo alla meravigliosa terra delle aquile. (altro…)

Anche durante la pandemia dovuta al Covid-19, la vendetta non si placa.

Anche durante la pandemia dovuta al Covid-19, la vendetta non si placa. In Albania, solo questo mese, tre uomini sono stati ammazzati per questioni legate a faide passate. Nel 2012, durante una manifestazione contro la pratica della vendetta di sangue, i volontari di Operazione Colomba paragonarono metaforicamente questo fenomeno a un virus poiché la mentalità da cui scaturisce può diffondersi rapidamente e può provocare una scia di morte senza fine.

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Operazione Colomba – report mensile delle attività in Albania – dicembre 2019

Situazione attuale
Nel mese di dicembre purtroppo sono continuate le scosse, il cosiddetto sciame sismico, successive al grave terremoto del 26 novembre. La Commissione europea ha annunciato che a gennaio sarà indetta una conferenza internazionale dei donatori dei Paesi membri della UE per la ricostruzione del Paese. In generale si stimano danni a circa 14.000 costruzioni, che hanno lasciato senza abitazione 13.000 persone. Nel frattempo la verifica delle condizioni di sicurezza delle abitazioni procede, anche se molte famiglie, nelle zone più isolate, lamentano l’assenza delle istituzioni che ancora non si sono interessate. Un caso particolare è stato segnalato dal programma satirico “Fiks Fare” (omologo dell’italiano “Striscia la notizia”) a Thumanë, epicentro del sisma, dove poche abitazioni sono rimaste intatte. Una famiglia con 7 bambini vive nel cortile di casa in condizioni difficili, senza accedere ai servizi di alloggio offerti dallo Stato, poiché è coinvolta in una “vendetta di sangue” e quindi non si fida a vivere insieme ad altri concittadini per questioni di sicurezza. (altro…)

Operazione Colomba – report mensile delle attività in Albania – novembre 2019

Situazione attuale
Nel mese di novembre fortunatamente non abbiamo riscontrato casi riconducibili al fenomeno della “vendetta di sangue”. Tuttavia a inizio mese ha avuto una grande risonanza nei media il servizio della trasmissione televisiva “Fiks fare” (omologa albanese dell’italiana “Striscia la notizia”) nel quale viene intervistato un uomo che sta per partire per la Germania in autobus per richiedere l’asilo per motivi di “vendetta di sangue”. Il passeggero proveniente da Lezha, non riconoscibile, sostiene di aver dovuto pagare cifre rilevanti alla Procura, ai giudici e a un’associazione che si occupa di riconciliazione per ottenere i documenti che attestano il suo status di vittima riconosciuta del fenomeno della vendetta.
Il giorno 26 novembre l’Albania è stata colpita da una terribile scossa sismica di magnitudo 6.4 della scala Richter, che ha causato 51 vittime e più di 750 feriti. Epicentro del sisma è stata la zona di Durazzo, e particolarmente colpita è stata la cittadina di Thumanë. (altro…)

Operazione Colomba – report mensile delle attività in Albania – ottobre 2019

Situazione attuale
La situazione politica dell’Albania è ancora incerta sotto vari profili. Le preannunciate nuove elezioni amministrative che si sarebbero dovute tenere il 13 ottobre non sono mai avvenute. Il comune di Scutari ha ancora la carica di sindaco vacante, dopo il ritiro del sindaco neo-eletto prima del giuramento, a causa dello scandalo sulla sua condanna in Italia per traffico di stupefacenti. Nel frattempo, il comune è retto dalla sindaca uscente.
Inoltre l’Unione Europea ha rimandato nuovamente l’apertura dei negoziati di accesso per Albania e Macedonia del Nord: nonostante la Commissione Europea fosse compatta nella propria raccomandazione all’adesione, la Francia si è opposta fermamente all’apertura. L’Italia, nelle parole del Presidente del Consiglio Conte, ha definito questa decisione “Un errore storico”. Anche il Parlamento Europeo ha espresso il proprio disappunto per il mancato accordo attraverso una risoluzione.
Per quanto riguarda la cronaca nera, il mese di ottobre si è aperto con un omicidio nella regione settentrionale della Mirdita: un uomo di 34 anni è stato ucciso probabilmente per una “vendetta di sangue“. Infatti, il 24 febbraio scorso, a Durazzo suo fratello aveva ucciso un uomo di 45 anni in uno scontro a fuoco. A causa di quanto commesso dal fratello, pare che la vittima vivesse in regime di auto-reclusione poiché temeva per la propria vita. Si apprende che il sospettato di tale omicidio fosse amico d’infanzia della vittima e che ora i suoi familiari vivano, a loro volta, auto-reclusi.
Questo mese è avvenuto un riconoscimento importante attraverso la cerimonia di premiazione postuma a Dritan Prroj, pastore protestante della chiesa Fjala e Krishtit (Parola di Cristo), ucciso nel 2010 per motivi di vendetta. La sua morte ha portato alla nascita dell’Associazione “Jo gjakmarrjes, Po Jetes” (No alla vendetta di sangue, Sì alla Vita) che si occupa di contrastare il fenomeno, con una particolare attenzione all’educazione dei minori e al sostegno delle donne. (altro…)