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Operazione Colomba – report mensile delle attività in Albania – febbraio 2019

Situazione attuale

A fine mese un ragazzo è morto a causa di una bomba che gli è scoppiata in mano e che era stata nascosta in un pacco nel suo giardino. Si teme che l’omicidio possa essere collegato con un evento del marzo 2016, quando il fratello della vittima aveva sparato a due cugini, ferendone uno e uccidendone un altro.
Negli stessi giorni sono avvenuti un omicidio e un attentato. Un uomo è stato ucciso in macchina da un vicino di casa, sembra per una lite avvenuta poco prima al bar del villaggio. In auto c’era anche il figlio di 10 anni della vittima, che è rimasto illeso. A Korça (Albania meridionale) ignoti hanno sparato contro l’auto di un uomo, senza causare vittime fortunatamente; il figlio crede possa essere una vendetta in conseguenza di una rapina da lui compiuta nel 2008.
A metà mese un uomo ha beneficiato della libertà condizionale, dopo aver ottenuto l’estradizione dall’Italia nel 2014, dove era stato condannato all’ergastolo. Il giudice dichiara che la misura alternativa alla detenzione è stata concessa per la buona condotta e per il rapporto intessuto con i familiari della vittima. È interessante constatare come, pur non avendola esplicitamente nominata, in questo caso sia stata introdotta una forma di giustizia riparativa. (altro…)

La vendetta di sangue nel 2018 – cifre tratte dalla stampa

Operazione Colomba svolge un’attività di monitoraggio dei dati relativi al fenomeno della vendetta di sangue in Albania, attraverso la lettura e l’analisi degli articoli pubblicati quotidianamente sulla stampa. Ogni giorno i volontari leggono 3 giornali della stampa nazionale albanese e cercano di monitorare anche la stampa estera, cercando elementi che possano ricondurre casi di cronaca al fenomeno della vendetta di sangue, qualora non sia già esplicitato. I casi individuati vengono poi catalogati in un database, secondo una suddivisione tra casi di hakmarrje (vendetta) e gjakmarrje (vendetta di sangue).
I dati raccolti nel 2018 evidenziano un andamento costante del ricorso all’uso della violenza per ricomporre controversie di varia origine, con una media di 11 casi al mese di vendetta, su tutto il territorio nazionale. I 5 casi riconducibili alla vendetta di sangue fanno seguito a vendette consumate in precedenza, secondo il meccanismo della ritorsione tipica della giustizia privata.
Il caso avvenuto in Spagna evidenzia il fenomeno della cosiddetta esportazione della vendetta di sangue, un fenomeno che segue le vittime nei loro spostamenti all’estero.
Per ulteriori approfondimenti sulla classificazione e sulla distribuzione geografica e numerica del fenomeno, si rimanda al Report triennale “Documento di descrizione del fenomeno ‘Hakmarrja’ e ‘Gjakmarrja’ per la sensibilizzazione delle Istituzioni albanesi e internazionali – III edizione”pag 21.

Sulla base dei dati raccolti nel corso del 2018, Operazione Colomba in Albania ha elaborato il seguente grafico che riporta il numero di casi di hakmarrje e gjakmarrje nell’ultimo anno. Il numero totale dei casi è 137, di cui 5 perpetrati per gjakmarrje e 132 per hakmarrje. (altro…)

Albania news in risposta a “Le Iene”

Dopo l’ultimo servizio televisivo di “Le iene” che riguardava un caso di “vendetta di sangue”, il sito “Albania News – La voce della diaspora albanese in Italia”, attraverso le parole di Arbër Agalliu, cerca di raccontare in modo più preciso questo fenomeno. Riportiamo anche questa opinione come ulteriore forma di pressione verso le autorità albanesi ad impegnarsi in maniera sempre più efficace in azioni atte a contrastare tale pratica. Come volontari di Operazione Colomba, insieme ad alcune associazioni locali, da anni chiediamo l’applicazione della legge n. 9389 del 4/5/2005, che prevede la creazione e il funzionamento di un Consiglio di Coordinamento per contrastare il fenomeno delle vendette di sangue. A questo proposito e al fine di proseguire l’azione costante di sensibilizzazione contro questa piaga sociale, Operazione Colomba chiede a tutti di aderire alla campagna #KundërGjakmarrjes (contro le vendette di sangue), che promuove l’uso della giustizia riparativa e di strumenti nonviolenti per favorire l’eliminazione di questa pratica.

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“Gli occhi della guerra” parla delle vendette di sangue

Le famiglie che dovrebbero compiere la vendetta, a volte non vorrebbero neanche farlo, ma c’è un obbligo sociale che le spinge a colpire. Riteniamo che queste famiglie siano doppiamente vittime del fenomeno: oltre ad aver perso un loro caro, sono viste come potenziali assassine dalla società. Cerchiamo di essere vicini a entrambe le parti in conflitto. Ogni giorno ci rechiamo dalle famiglie per portare un po’ di positività in modo da abbassare la tensione. Non è facile, si tratta di un lungo e complicato processo”.

Quando si parla delle vendette di sangue in Albania si rischia di affrontare in maniera banale un tema di difficile comprensione. E’ importante, prima di tutto, capire il contesto socio-politico albanese. All’inizio degli anni ’90, l’Albania è uscita da una dittatura feroce, durata circa cinquant’anni, che ha tentato di cancellare diverse tradizioni. Paradossalmente, questo ha reso la pratica delle vendette al giorno d’oggi ancor più difficile da sradicare.
In questi ultimi vent’anni, infatti, l’Albania ha fatto passi enormi in molti campi, ma l’eredità del regime, nonché la debolezza delle istituzioni democratiche e le lacune della giustizia statale hanno creato le condizioni per la riscoperta di valori consuetudinari che, applicati nel contesto odierno, vengono snaturati e praticati in forma degenerata. (altro…)

COMUNICATO STAMPA – Vendette di sangue, Operazione Colomba: «Sono ancora una realtà in Albania»

Operazione Colomba«Il fenomeno delle vendette di sangue è purtroppo una realtà ancora tangibile e significativa in alcune aree dell’Albania. Non solo l’Unione Europea ma anche le stesse Istituzioni albanesi hanno

riconosciuto l’esistenza del fenomeno». È quanto dichiara in una nota Operazione Colomba, il Corpo di Pace della Comunità Papa Giovanni XXIII, in merito all’intervista del Consigliere del Ministro dell’Interno albanese alla trasmissione TV italiana Le Iene.

«Il fenomeno viola i fondamentali diritti dell’uomo, tra cui, primo fra tutti, il diritto alla vita ed ha come conseguenza anche il problema dell’auto-reclusione. Per eradicare questo problema – continua la nota – è necessario garantire la certezza della pena in quanto la sua mancanza può contribuire all’uso della vendetta di sangue come forma di giustizia privata».

Operazione Colomba, Corpo Nonviolento di Pace dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, è presente in Albania dal 2010 per contrastare il fenomeno delle vendette di sangue .
Operazione Colomba lavora attraverso la presenza fissa di volontari che quotidianamente visitano le persone coinvolte in questa piaga sociale, sostenendole e implementando percorsi di mediazione e riconciliazione tra le parti coinvolte nelle faide .

Con riferimento alla trasmissione “Le Iene” , andata in onda sulle reti Mediaset in data 10 febbraio 2019, Operazione Colomba riporta di seguito alcune parole del Consigliere del Ministro dell’Interno albanese Hilë Lushaku: “ Attualmente non esiste questo fenomeno […] la vendetta di sangue è il prodotto di alcune associazioni per assicurarsi fondi […] È un fenomeno ormai passato, che all’estero viene ingigantito, per creare problemi all’Albania […] I nostri esperti stanno valutando di rivedere l’articolo che riguarda le vendette di sangue e toglierlo dal codice penale albanese ”.

A tale proposito, Operazione Colomba afferma che: (altro…)