Approfondimenti

La vendetta di sangue nel 2018 – cifre tratte dalla stampa

Operazione Colomba svolge un’attività di monitoraggio dei dati relativi al fenomeno della vendetta di sangue in Albania, attraverso la lettura e l’analisi degli articoli pubblicati quotidianamente sulla stampa. Ogni giorno i volontari leggono 3 giornali della stampa nazionale albanese e cercano di monitorare anche la stampa estera, cercando elementi che possano ricondurre casi di cronaca al fenomeno della vendetta di sangue, qualora non sia già esplicitato. I casi individuati vengono poi catalogati in un database, secondo una suddivisione tra casi di hakmarrje (vendetta) e gjakmarrje (vendetta di sangue).
I dati raccolti nel 2018 evidenziano un andamento costante del ricorso all’uso della violenza per ricomporre controversie di varia origine, con una media di 11 casi al mese di vendetta, su tutto il territorio nazionale. I 5 casi riconducibili alla vendetta di sangue fanno seguito a vendette consumate in precedenza, secondo il meccanismo della ritorsione tipica della giustizia privata.
Il caso avvenuto in Spagna evidenzia il fenomeno della cosiddetta esportazione della vendetta di sangue, un fenomeno che segue le vittime nei loro spostamenti all’estero.
Per ulteriori approfondimenti sulla classificazione e sulla distribuzione geografica e numerica del fenomeno, si rimanda al Report triennale “Documento di descrizione del fenomeno ‘Hakmarrja’ e ‘Gjakmarrja’ per la sensibilizzazione delle Istituzioni albanesi e internazionali – III edizione”pag 21.

Sulla base dei dati raccolti nel corso del 2018, Operazione Colomba in Albania ha elaborato il seguente grafico che riporta il numero di casi di hakmarrje e gjakmarrje nell’ultimo anno. Il numero totale dei casi è 137, di cui 5 perpetrati per gjakmarrje e 132 per hakmarrje. (altro…)

Albania news in risposta a “Le Iene”

Dopo l’ultimo servizio televisivo di “Le iene” che riguardava un caso di “vendetta di sangue”, il sito “Albania News – La voce della diaspora albanese in Italia”, attraverso le parole di Arbër Agalliu, cerca di raccontare in modo più preciso questo fenomeno. Riportiamo anche questa opinione come ulteriore forma di pressione verso le autorità albanesi ad impegnarsi in maniera sempre più efficace in azioni atte a contrastare tale pratica. Come volontari di Operazione Colomba, insieme ad alcune associazioni locali, da anni chiediamo l’applicazione della legge n. 9389 del 4/5/2005, che prevede la creazione e il funzionamento di un Consiglio di Coordinamento per contrastare il fenomeno delle vendette di sangue. A questo proposito e al fine di proseguire l’azione costante di sensibilizzazione contro questa piaga sociale, Operazione Colomba chiede a tutti di aderire alla campagna #KundërGjakmarrjes (contro le vendette di sangue), che promuove l’uso della giustizia riparativa e di strumenti nonviolenti per favorire l’eliminazione di questa pratica.

(altro…)

“Gli occhi della guerra” parla delle vendette di sangue

Le famiglie che dovrebbero compiere la vendetta, a volte non vorrebbero neanche farlo, ma c’è un obbligo sociale che le spinge a colpire. Riteniamo che queste famiglie siano doppiamente vittime del fenomeno: oltre ad aver perso un loro caro, sono viste come potenziali assassine dalla società. Cerchiamo di essere vicini a entrambe le parti in conflitto. Ogni giorno ci rechiamo dalle famiglie per portare un po’ di positività in modo da abbassare la tensione. Non è facile, si tratta di un lungo e complicato processo”.

Quando si parla delle vendette di sangue in Albania si rischia di affrontare in maniera banale un tema di difficile comprensione. E’ importante, prima di tutto, capire il contesto socio-politico albanese. All’inizio degli anni ’90, l’Albania è uscita da una dittatura feroce, durata circa cinquant’anni, che ha tentato di cancellare diverse tradizioni. Paradossalmente, questo ha reso la pratica delle vendette al giorno d’oggi ancor più difficile da sradicare.
In questi ultimi vent’anni, infatti, l’Albania ha fatto passi enormi in molti campi, ma l’eredità del regime, nonché la debolezza delle istituzioni democratiche e le lacune della giustizia statale hanno creato le condizioni per la riscoperta di valori consuetudinari che, applicati nel contesto odierno, vengono snaturati e praticati in forma degenerata. (altro…)