Libano/Siria
G. corre: di giorno, di sera e di notte. Una tra le bambine più attive ed intelligenti del campo profughi ai confini dell’universo dove vive. L’universo che ha perso ha il nome della sua patria: Siria, la sua città natale è divenuta famosa alle cronache come città martire della guerra: Aleppo.
G. non chiede mai, si avvicina con fare discreto alle persone di cui è incuriosita, sorride e si tiene a distanza. Almeno le prime volte, poi diventa difficile non legarsi e la soggezione cede il passo alla sfacciataggine.








