Report mensile

Operazione Colomba – report mensile delle attività in Albania

albania report aprile

Situazione attuale

Il mese di aprile si è purtroppo aperto con un omicidio avvenuto nella periferia di Scutari, in seguito ad una rissa scaturita per futili motivi fra due amici al bar. A metà mese un ragazzo di 28 anni è stato ucciso nel centro di Tirana in pieno giorno, per vendicare un omicidio compiuto dal padre nel 2000. Il caso ha scosso l’opinione pubblica albanese. Operazione Colomba ritiene particolarmente grave questo caso, poiché la vittima chiese asilo in Svezia nel 2014, ma gli fu negato in quanto lo Stato albanese aveva dichiarato di offrire protezione alle persone in pericolo di vita per motivi legati alla vendetta di sangue. Pertanto, i volontari hanno diramato un Comunicato Stampa per sollecitare la reale protezione delle vittime di questa pratica da parte delle Istituzioni. A fine mese, durante una rapina, due ragazzi hanno ucciso un uomo e ferito gravemente la moglie.

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Report attività Febbraio 2017

report febbraio per blogoSituazione Attuale

Questo mese la polizia albanese è riuscita a fare numerosi passi avanti rispetto alle indagini che riguardano un caso di hakmarrje (omicidio per onore) iniziato nel 2016. Il conflitto è scoppiato ad Elbasan e i protagonisti sono due clan. Questa guerra tra famiglie ha comportato l’uccisione di 5 persone e il ferimento di altre 7. I risultati delle indagini non sono stati resi del tutto noti, ma sembra che uno dei principali autori dei crimini sia stato identificato. Questo fatto lascia sperare che le indagini possano chiarire anche altri atti di vendetta. Inoltre, all’inizio di febbraio, in Kossovo un uomo di Tropoja ha investito con l’auto 3 persone, uccidendone una. Durante i funerali, la famiglia del ragazzo ha deciso di perdonare l’autista e la sua famiglia per evitare l’escalation del conflitto. Il gesto distensivo compiuto denota come le usanze tradizionali possano essere ancora utilizzate per evitare il proseguimento delle faide.

Condivisione, lavoro e novità sui volontari

Frequentando quotidianamente le famiglie in vendetta, abbiamo modo di constatare sempre più spesso come il nostro intervento sia prezioso non solo per mediare i conflitti, ma anche per altri motivi. Per esempio, abbiamo effettuato diversi incontri con una psicologa per decidere come intervenire in una situazione di violenza domestica causata dalla dipendenza dall’alcol del capofamiglia.
Inoltre, alcune visite di monitoraggio ci hanno permesso di continuare a seguire la situazione di vendetta di un giovane richiedente asilo in Italia.
Questo mese abbiamo anche sostenuto la difficile situazione socio-sanitaria che stanno attraversando due famiglie in vendetta, attraverso accompagnamenti in ospedale destinati ai loro figli. Le visite hanno avuto lo scopo di favorire l’ottenimento di un contributo economico a due bambini che, oltre a vivere in condizioni critiche per il problema della vendetta, si sono visti revocare l’aiuto statale. Durante l’accompagnamento le due mamme si sono incontrate e si sono confrontate, sia sulla loro situazione di vendetta, sia sulle rispettive condizioni di vita. Ne è sorto così un interessante scambio di opinioni e ne è scaturita una profonda empatia.
Il confronto e la solidarietà nascono anche attraverso lo sport. Per questo abbiamo organizzato una partita di calcetto tra il gruppo di ragazzi in vendetta che seguiamo e i giovani della Comunità terapeutica della Comunità Papa Giovanni XXIII. Lo sport serve anche a creare maggiore relazione con i volontari presenti in progetto. A tal proposito, ringraziamo Anna per il suo affetto e le parole di coraggio che hanno scaldato le case delle nostre famiglie negli ultimi tre freddi mesi invernali in Albania. Grazie anche a Sara e Giulia, che continuano a ritornare nella loro casa albanese, nonché a Daniele e Mirjona, che, ritornando nel progetto, continuano a portarlo avanti.

Rapporto con le istituzioni e lavoro in rete

Siamo stati contattati da un delegato del Ministero della Giustizia che sta cercando di fare chiarezza sul fenomeno delle “vendette di sangue” e sul rilascio dei certificati che attestano l’appartenenza a famiglie in vendetta. Notiamo che c’è interesse istituzionale su questo fenomeno e pertanto potrebbe essere il momento giusto per fare nuovamente pressione sul Parlamento albanese e per portare a implementazione la legge del 2005 sulla creazione di un Consiglio di Coordinamento contro il fenomeno della “vendetta di sangue”.

 

Report attività ottobre 2016

SITUAZIONE ATTUALE

immagine1A ottobre i quotidiani hanno riportato alcuni casi di omicidio e tentato omicidio. Uno di questi riguarda l’estradizione di un 33enne, condannato a 25 anni di carcere per motivi di vendetta dal tribunale di Scutari. Alcune storie di vendetta vengono raccontate anche dalla maestra Liljana, un’insegnante che, come volontaria, si reca presso le abitazioni delle famiglie in vendetta per offrire sostegno ai loro figli. (altro…)

Report attività settembre 2016


SITUAZIONE ATTUALE

A settembre i quotidiani hanno riportato un caso di vendetta di sangue avvenuto per la proprietà di un terreno nella regione del Dukagjin. Qualche giorno dopo il delitto, l’autore si è costituito alle Autorità. reportsett2016Sempre più spesso la vendetta di sangue supera i confini nazionali. Infatti è stata data notizia dell’estradizione di un detenuto in Grecia affinché sconti la pena in un carcere albanese dopo un omicidio commesso per vendetta.

Inoltre, è stata rifiutata la protezione internazionale dal Tribunale amministrativo di Düsseldorf a un cittadino albanese, immigrato in Germania per sfuggire alla vendetta di sangue dopo aver scontato la pena detentiva per l’omicidio di una donna.

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Casi di vendetta di dicembre 2015

Casi di vendetta di dicembre 2015Casi di vendetta di dicembre 2015

Nei primi giorni di dicembre l’attenzione mediatica albanese è stata catalizzata dallo scontro politico tra governo e opposizione. La protesta si “accende” a Tirana l’8 dicembre. All’ombra di questi eventi persistono il fenomeno delle “Vendette di Sangue” e, parallelamente, gli sforzi per il contrasto ad esso. Nella dichiarazione dell’Avvocato del Popolo in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti dell’Uomo si cita la risoluzione del Parlamento per la creazione del Consiglio di Coordinamento contro le “Vendette di Sangue”.
Per quel che riguarda strettamente i casi di vendetta di dicembre 2015, dalla consultazione dei quotidiani locali emergono quattro nuovi casi probabilmente riconducibili alle dinamiche del fenomeno. I siti web di una testata italiana e di una albanese, in aggiunta, danno notizia di due vicende legate a faide di lunga data.
Inoltre, da sottolineare l’iniziativa dell’emittente scutarina Star Plus TV che affronta il tema intervistando i volontari di Operazione Colomba. Infine, la rivista Saras pubblica una breve recensione di Aprile Spezzato, romanzo di Ismail Kadaré, che affronta il tema delle “Vendette di Sangue”.