Addio Dia'

Libano/Siria

Tre giorni fa e' morto Dia'.
Dia' era un ragazzone di 27 anni, sposato con una ragazza di 18, padre di una bimba di un anno e mezzo. Stava due tende dopo la nostra, era uno dei ragazzi del nostro campo. Al campo sono giorni di cuori pesanti e occhi gonfi, mentre si cerca, nonostante tutto, nonostante l'ennesimo lutto, di andare avanti.

A., giovane mamma ventenne, ci dice piangendo che le torna in mente il fratello morto sotto le bombe.
Dia' era riservato ma spiritoso. In Siria era uno di quelli che stava bene. Durante le manifestazioni contro il regime girava col trattore e la cisterna dell'acqua e spruzzava la gente che soffriva il caldo. Con la guerra poi ha perso tutto. Qui in libano non aveva quasi parenti, la mamma e' rimasta in Siria. E' venuto a vivere in questo campo insieme ai suoi vecchi amici e vicini di casa. Ci diceva che soffriva, e si vedeva.
Piu' silenzioso, piu' chiuso nella sua tenda. Soprattutto nelle ultime settimane, da quando sua sorella ha avuto un infarto e un suo cugino e' sparito, preso dal regime.
Un infarto se l'e' portato via, il suo cuore ha ceduto.
Pochi giorni fa, mentre ero nella sua tenda a bere del mate, ci ha presentato allo zio in visita dicendo "queste persone hanno pianto con noi quando il piccolo Abudi sembrava morto".
Ora restano la moglie e la bimba. Il lutto prevede che la moglie per quatto mesi e 10 giorni stia chiusa in tenda, e non possa vedere uomini.
Le donne si avvicendano da lei, ed anche noi le staremo vicino.

Buonanotte da Tel Abbas
Corrado