Situazione attuale
Il 6 giugno a Gaza una scuola del campo profughi di Nuseirat è stata bombardata uccidendo 40 profughi.
Il 10 giugno a Tubas un quindicenne è stato ucciso da soldati israeliani, mentre a Dhanana (a est di Tulkarm) un ventunenne è rimasto vittima di fuoco israeliano.
L’11 a Jenin si sono celebrati i funerali di 6 palestinesi uccisi dall’esercito israeliano e nei giorni seguenti sono continuati i raid dentro la città da parte di bulldozer e blindati israeliani.
A Gaza i casi di malnutrizione infantile, specialmente nel nord della Striscia, sono all’ordine del giorno.
Il 22 l’esercito israeliano a Jabriyat ha aggredito un palestinese e lo ha legato sopra al cofano del blindato, per usarlo come scudo umano. La scena è stata ripresa dai media di tutto il mondo.
Il 23 al villaggio Al-Diyuk, vicino a Gerico, sono state demolite numerose case, mentre il giorno dopo nella città di Salwad è stata portata avanti una campagna di arresti, di uomini, anziani e ragazzini.
Su Gaza si sono abbattuti bombardamenti incessanti fino a fine mese.
Nel mondo i movimenti di solidarietà con i palestinesi continuano a manifestare, occupare le Università e i centri amministrativi, subendo sempre durissime repressioni.
Condivisione, Lavoro e novità sui Volontari e le Volontarie
A inizio mese i volontari e le volontarie sono stati impegnati con accompagnamenti quotidiani ai pastori palestinesi che subiscono molestie, per esempio con droni usati per spaventare le greggi, o violenze di coloni israeliani che detengono e aggrediscono i pastori.
Il 3 giugno al villaggio di Khirbet Hala’we (all’interno della c.d. Firing Zone 918) i militari israeliani hanno sparato contro un gregge, distrutto i vetri di una macchina e attaccato una donna di 70 anni, buttandola per terra, ferendola e distruggendole il telefono; prima di allontanarsi, i soldati israeliani hanno minacciato di morte tutte le persone presenti.
Il 6 giugno le forze di occupazione israeliane hanno demolito una casa residenziale nel villaggio di Jawaya e, mentre sgomberavano la casa, hanno picchiato i residenti. Durante questa azione, alcuni militari si sono messi a giocare con i giocattoli dei bambini della casa che stavano demolendo.
L’8 giugno sono state demolite sette case nel piccolo villaggio di Rahwa, mentre nei campi vicino al villaggio di Wadi Tiran alcuni coloni israeliani mascherati hanno impedito agli agricoltori palestinesi di continuare il loro lavoro, con minacce e bloccando i mezzi agricoli con le loro automobili.
Il 9, nel villaggio di Susya alcuni militari-coloni hanno requisito telecamere e passaporti ad attivisti internazionali e arrestato un pastore di 15 anni; gli attivisti hanno riottenuto i loro averi solo dopo l’intervento delle rispettive ambasciate.
Il 13 giugno al villaggio di Um Qusah è stata demolita una casa e sequestrate due macchine: la famiglia che la abitava è rimasta senza un tetto per resistere al caldo torrido di questo periodo.
Nella notte del 16 alcuni coloni israeliani in uniforme militare sono entrati in una casa palestinese del villaggio Maghayir Al-Abid (vicino ad At-Tuwani) e hanno condotto una perquisizione in cui hanno sottratto 2000 shekel (l’equivalente di 500 euro) alla famiglia.
Il 17 un colono proveniente dall’avamposto illegale “Roots Farm” ha pascolato nelle terre palestinesi e lasciato che le pecore mangiassero le foglie di una decina di ulivi nel villaggio di Petah Sedro.
Il 22 giugno alcuni attivisti internazionali sono stati arrestati e sono stati confiscati loro i passaporti, le videocamere e i telefoni, senza possibilità di comunicare con l’esterno, nemmeno con le loro delegazioni consolari. Dopo qualche ora sono stati rilasciati senza che fosse restituito loro il passaporto, e con un divieto temporaneo di permanenza nell’area.
Il 25 giugno, nella comunità di Petah Sedro, alcuni coloni sono entrati in una struttura palestinese e l’hanno vandalizzata, addirittura defecando sul pavimento.
Il 26, nel villaggio di Umm Al-Khair, sono state demolite diverse case, ed è stato arrestato un palestinese.






