Palestina/Israele
O l'insostenibile leggerezza dell'occupazione.
Negli occhi di Zena ho visto la leggerezza. In quegli occhi chiari e brillanti ho sentito che il peso delle cose, delle difficoltà quotidiane, dell'occupazione svanisce con una risata. Negli occhi di Zena, che ha ventiquattro anni e non è sposata né vuole sposarsi. Dice che vuole conoscere la vita prima di trovarsi un marito.
Riflessioni di un volontario
Palestina/Israele
La strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni. La riproduzione casuale mi passa questa bomba con la nonchalance che solo un computer può avere. Frase già sentita molte volte, ma gli esplosivi spesso hanno bisogno di un detonatore e forse qui l'ho trovato. Mi trovo nelle budella di un conflitto che sanguina da decenni, ma sento solo gente che chiede la pace. La chiede il soldato israeliano orgoglioso della sua divisa e della sua arma, tanto quanto il palestinese che sogna una terra per il suo popolo dove nessun israeliano possa più metter piede, armato o meno.
Appello degli scrittori israeliani contro la Firing Zone 918
Palestina/Israele
Aiutaci a salvare i villaggi palestinesi nelle South Hebron Hills
Negli ultimi vent’anni Israele ha continuamente espulso o allontanato gli abitanti delle South Hebron Hills. Queste persone conducono uno stile di vita unico: molti di loro abitano grotte e si guadagnano da vivere allevando capre e pecore o coltivando i loro piccoli terreni.
Del coraggio e della paura
Palestina/Israele
Chi parte con la Colomba sa bene quante di quelle volte ti arrivano come freccette frasi del tipo "ma non hai paura?... bè sei coraggiosa...".
E tu vorresti rispondergli solo "certo che ho paura! E che c'entra il coraggio?".
Mi piacerebbe pian piano riuscire a spiegare quanto qui c'entra il coraggio, e quanto c'entra anche la paura.
Questa paura che è talmente terribile quanto in fondo semplice da raccontare.
La Grotta di Sa'ar
Ricevo una telefonata. Saliamo sulla collina che sovrasta il villaggio di At-Tuwani. Una cinquantina di persone sta venendo nella nostra direzione. Per un attimo mi sembra di essere entrato in una versione mediorientale del quadro “il Quarto Stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo. Soltanto che al posto di contadini proletari ci ritroviamo di fronte una cinquantina di coloni israeliani.







