Fra riconciliazione e vendetta

Nella settima puntata di Operazione Colomba: il podcast, Nadia racconta l’esperienza di Operazione Colomba in Albania accanto sia a chi aveva subito una perdita, sia a chi viveva nell’attesa di una vendetta.

Oggi, questa pratica sopravvive in forme distorte, generando isolamento, povertà e paura.

Come racconta Nadia: “È un conflitto particolare, perché è un conflitto fra persone, un conflitto privato, che ci poneva in una situazione di totale equi-vicinanza.”

I volontari avevano scelto di stare accanto a entrambe le parti, con un obiettivo chiaro: abbassare la tensione e testimoniare che un’altra strada è possibile.

“Noi non siamo mai andati a convincere le persone, ma a portare la nostra testimonianza: che bloccare la spirale di violenza è vantaggioso per tutti.”

Accanto alle famiglie, Operazione Colomba ha sperimentato strumenti concreti di nonviolenza, come la scorta civile non armata, accompagnando chi viveva nell’isolamento fuori casa, anche solo per andare in ospedale o incontrare un familiare.

Ma il cuore del lavoro è stato soprattutto interiore: aiutare le persone a immaginare un futuro diverso.

“Il desiderio di vendetta e l’odio logorano dentro, non fanno dormire la notte. Perdonare invece vuol dire non vivere nel passato ma nel futuro.”

Al centro di questo percorso c’è anche la giustizia riparativa, uno strumento capace di rimettere al centro le persone e la loro umanità. Un cammino che permette, anche dentro il dolore più profondo, di riconoscere l’altro non solo per il male commesso.

Parole che trovano eco nelle storie raccontate nella puntata, dove il perdono diventa una possibilità concreta, capace di interrompere la catena della violenza.

Ascolta la puntata completa.