Florian Abedin Qama (PD)

La risposta del candidato Florian Abedin Qama del Partito “Alleanza popolare per il lavoro e la dignità” (APPD) – “Partito Democratico dell’Albania” (PD) per il Comune di Poliçan

  1. Il fenomeno della vendetta di sangue, attenuato negli anni della dittatura. In questi anni dopo la dittatura ne esistono forme e tratti ancora più pericolosi. Come costituzione degli anni in cui lo Stato era assente, il Kanun di Lek Dukagjini è presente tuttora e di conseguenza sono a centinaia le famiglie “inchiodate” (autorecluse), in attesa che la vita dei loro figli venga risparmiata. Essendo in situazione di autoreclusione, tali bambini rischiano di rimanere non solo analfabeti ma anche, perché no, di diventare dei criminali una volta cresciuti, proprio come conseguenza dell’incubo e della paura di morire e apprendendo quindi più valori negativi. Nella città di Poliçan, esiste un centro che si occupa del trattamento di questi bambini a livello educativo, di scolarizzazione e per quanto riguarda la loro protezione da parte delle forze di polizia. Si tratta quindi di una buona possibilità per occuparsi dei bambini, ma soprattutto del fenomeno che tocca altre famiglie.
    • Nella città di Poliçan, questo fenomeno viene percepito sicuramente con sofferenza, come una piaga della zona. Ci sono casi di famiglie autorecluse indipendentemente dal fatto che siano non troppo frequenti. Tuttavia riteniamo importante che, anche quando ci fosse soltanto una famiglia autoreclusa, si debba fare il massimo per eliminare gli elementi negativi che ci impediscono di vivere liberi e con ragione.
    • Per quanto riguarda la vendetta, nella zona di Poliçan ci sono casi in cui la gente si vendica, così accade con la maggior parte degli albanesi, ma senza che la vita venga toccata
    • La nostra società civile e il nostro stato devono cercare di trovare delle soluzioni di lungo termine per dire basta a questo fenomeno troppo anacronistico per la società albanese. Fino ad ora, l’amministrazione non ha avuto collaborazioni con altri enti, quindi queste elezioni sono una buona possibilità per offrire soluzioni per sostenere tali famiglie attraverso collaborazioni con la società civile.
  2. Penso che la prima cosa che devo fare come futuro Sindaco sia quella di mettermi in contatto con la società civile per ricevere il suo sostegno in ogni nostra iniziativa per eliminare completamente il fenomeno della vendetta di sangue. Quindi amplieremo parte del centro per occuparci di tali bambini che sono in vendetta con altre famiglie, educandoli e offrendo loro la massima protezione da parte delle forze di polizia in modo che la loro vita venga tutelata. A mio avviso, in quanto futuro Sindaco e semplice cittadino, la vita di questi bambini è importante perché è un dovere morale e civile fermare il crimine e l’ingiustizia nonché dare la libertà a coloro che soffrono per gli errori passati.
  3. L’obiettivo di avere un paese con un sistema giuridico atto a sostenere il processo di superamento del fenomeno della vendetta di sangue in un sistema di giustizia e di cultura di pace è il principio essenziale che deve sostenere e applicare un Sindaco comunale posto a ruolo di guida. Con la fiducia che gli abitanti di Poliçan potrebbero darmi, penso che a fianco della sensibilizzazione delle persone sul tema del perdono e sul dono della libertà ai bambini innocenti, si leghi un sistema di educazione sin dall’infanzia. Iniziando sin dal periodo prescolastico, quindi dall’asilo, penso che si debba creare un sistema di valori in cui la cultura della pace sia prevalente, con testi che vengano letti ai bambini dai loro educatori o poesie contenenti questo messaggio. Per gli alunni delle elementari, ugualmente, con ore dedicate a tali temi, mentre agli studenti del ginnasio, la messa in scena di tali storie attraverso le ore di letteratura per comprendere quanto di buono e quanto valore porta la cultura della pace e del perdono nella società. A livello di amministrazione creiamo un sistema tale per cui ognuno faccia una parte di questo lavoro considerandolo un valore aggiunto nel suo curriculum vitae, per collaborare con la società civile in questo modo. Quindi, diamo priorità a tali storie dove ha prevalso la pace e dove si vede in un certo modo che attraverso il perdono si può convivere.