Approfondimenti

Balkan Insight: I consigli di riconciliazione del Kossovo lottano per far terminare le vendette di sangue

balkanLa vendetta di sangue purtroppo è ancora presente in Albania e in Kossovo. Di seguito riportiamo un raro caso in cui la commistione tra antiche tradizioni e moderne istituzioni locali ha dato origine a una riconciliazione reale ed effettiva tra le famiglie in conflitto. Il testo è tradotto dall’articolo riportato in Balkan Insight dal titolo “Kosovo’s Reconciliation Councils Struggle to End Blood Feuds” del 4 novembre 2016.

I consigli di riconciliazione del Kossovo lottano per far terminare le vendette di sangue.
I resti del codice giuridico medievale del Kossovo ancora gravano sulle comunità locali del Kossovo, mettendo famiglie contro famiglie in un circolo di morte senza fine. (altro…)

Nuovo Progress Report periodico Commissione europea sull’Albania

flag_of_europe-svgIl 9 novembre 2016 è stato pubblicato il Progress Report periodico della Commissione europea sulla situazione dell’Albania, che nel 2014 ha acquisito lo status di Paese candidato all’ingresso nell’Unione europea. Il Report evidenzia progressi moderati in molti ambiti, mentre apprezza in modo particolare l’emanazione di nuove normative volte all’adeguamento della legislazione con l’acquis communautaire; rilevanti miglioramenti sono stati registrati nella riforma del sistema giudiziario e nell’esclusione di condannati dai pubblici uffici. La Commissione critica l’elevato numero di richieste d’asilo infondate di cittadini albanesi nei Paesi membri UE e dell’area Schengen e chiede all’Albania di prendere misure adeguate per fronteggiare il fenomeno. Per quanto riguarda il fenomeno delle vendette di sangue, il Report se ne occupa nell’ambito della tutela del diritto alla vita; richiama la Risoluzione del Parlamento albanese del marzo 2015, evidenziando come il Consiglio di Coordinamento contro le vendette di sangue debba essere riattivato (p. 63 – “As regards right to life, the March 2015 parliament resolution and recommendations on blood feuds still require follow up. The Coordination Council has to be reactivated”). Per leggere tutto il report clicca qui.

C/S: Condanna del fenomeno della vendetta di sangue e Appello alla giustizia statale

Appello alla giustizia statale

Operazione Colomba, il Corpo Nonviolento di Pace dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, prende atto della condanna di Lazer Qukaj a 21 anni di carcere per il tentato omicidio di Nik Prroj e chiede giustizia per gli omicidi di Kole e Marie Qukaj.

Operazione Colomba riconosce l’impegno delle istituzioni giudiziarie nella lotta al fenomeno delle vendette di sangue, attraverso l’applicazione delle leggi in vigore, e fa loro appello affinché anche i responsabili per l’omicidio di Marie e Kole Qukaj vengano sottoposti alla giustizia.

La vendetta di sangue viene spesso praticata come forma di giustizia privata nei casi in cui la giustizia statale non raggiunge il suo scopo. Si richiede quindi che la giustizia faccia il suo corso affinché si possa favorire la cessazione delle ostilità tra la famiglia Qukaj e la famiglia Prroj. (altro…)

Il perdono fa bene a me!

Il perdono fa bene a me!

Con queste parole inizia il breve testo che Anduela ha voluto scrivere dopo aver partecipato ad un incontro con Padre Gianfranco Testa presso la comunità cattolica di Bardhaj. La ringraziamo per le parole coraggiose e profonde, che hanno un peso particolare in un contesto dove i conflitti segnano ancora la vita di alcune famiglie. Grazie Anduela per la tua testimonianza ricca di speranza: che sia un augurio di Pace per tutti! (altro…)

Non c’è giustizia senza perdono – Incontro con Padre G. Testa

Non c’è giustizia senza perdono

“Non c’è pace senza giustizia, non c’è giustizia senza perdono”. Giovedì 17 marzo 2016, incontro presso l’università “Luigj Gurakuqi” di Scutari con Padre Gianfranco Testa, fondatore dell’Università del Perdono. Per una nuova gestione dei conflitti, da quelli famigliari a quelli su scala mondiale, è fondamentale iniziare a parlare di una pedagogia del perdono che coinvolga scuole, università, fedi religiose, istituzioni e l’intera società civile.