GRECIA / Agosto 2026

Situazione attuale e Attività volontari/e

Durante il mese di agosto è continuato il monitoraggio di arrivi e respingimenti portato avanti dalla ONG Aegean Boat Report, che ha contato 220 persone respinte illegalmente. Per quanto riguarda gli arrivi, la stessa ONG ha documentato l’arrivo di 1.190 persone e di 43 imbarcazioni.

In questo periodo estivo, la sospensione e la riduzione di numerosi servizi territoriali hanno contribuito ad aggravare le difficoltà quotidiane affrontate dalle persone in movimento. Per far fronte a questa temporanea carenza di servizi, diverse realtà e associazioni locali hanno fatto rete, organizzando momenti di confronto per comprendere le necessità emergenti delle persone in movimento che vivono in strada ad Atene.

Un contributo fondamentale è stato offerto presso la Capanna di Betlemme, dove è stato messo a disposizione uno spazio dedicato alla cura dell'igiene personale e alla condivisione di pasti. Durante questi momenti è stato possibile creare occasioni di socialità e incontro tra i volontari e alcuni giovani sudanesi precedentemente incontrati che, dopo aver ottenuto lo status di rifugiati, sono stati espulsi dai campi e attualmente vivono nei parchi e nelle aree verdi della città. Musica, partite a domino, giochi di carte e momenti di ascolto hanno accompagnato questi pranzi condivisi.

Nel corso di uno di uno di questi incontri, si è verificato un episodio che sembra ripetersi con frequenza: il furto di materassi e di altri effetti personali lasciati dai giovani ragazzi nei parchi in cui trascorrono la notte. Si tratta di una delle numerose difficoltà con cui si confrontano quotidianamente. Al furto di materassi e beni personali si aggiungono, infatti, ulteriori ostacoli già riscontrati, tra cui la chiusura dell'acqua nei parchi ed episodi di atteggiamenti razzisti da parte di alcuni residenti greci. Parallelamente, si registra però un aumento degli incontri, degli interventi e delle collaborazioni tra le realtà locali, che continuano a intervenire in assenza di misure governative di sostegno e integrazione per le persone in movimento.

Tra le persone costrette a lasciare i campi vi sono, oltre a giovani che si spostano da soli, anche nuclei familiari. Nel mese di agosto, le volontarie hanno conosciuto E., una giovane donna sudsudanese arrivata ad Atene insieme al marito e al figlio di un anno e mezzo. Dopo aver ottenuto l’asilo, il nucleo ha dovuto lasciare il campo sull’isola di Chios nel giro di tre giorni e raggiungere Atene, dove ha trascorso diversi giorni dormendo in strada. Dopo essere state contattate, le volontarie si sono rivolte a un’altra Associazione locale e, grazie alla disponibilità di una volontaria greca, la famiglia ha trovato accoglienza presso la sua abitazione. Una soluzione temporanea che, tuttavia, ha permesso alla famiglia di trovare un luogo sicuro per alcune settimane.

Tra le altre attività svolte ad Atene, sono proseguiti gli accompagnamenti sanitari. In una di queste occasioni, il personale medico ha assunto un atteggiamento ostile nei confronti della persona accompagnata, rivolgendosi direttamente alle volontarie e ignorando la persona durante la visita. Un episodio che ci ha ricordato l’importanza degli accompagnamenti, in particolare nei contesti in cui la barriera linguistica e l’atteggiamento del personale sanitario possono ostacolare l’accesso alle cure e la tutela del diritto alla salute.

Sono proseguite le visite ai campi, occasioni di incontro caratterizzate da giochi, chiacchiere e merende condivise, in cui sono emerse anche le difficoltà quotidiane legate alle condizioni dei campi. Nel campo di Oinofyta, in particolare, è stata registrata la presenza di numerosi insetti che non permettono di dormire, oltre alla limitata disponibilità di pasti, acqua e lavatrici funzionanti. Nonostante queste condizioni, è emerso un forte senso di comunità e di cura tra le persone che condividono questi spazi.

Durante una delle ultime visite ai campi, alle volontarie è stato chiesto di lasciare il luogo di presidio molto prima del solito. Questa disposizione, priva di qualsiasi riscontro nei regolamenti, appare come un chiaro tentativo di limitare la presenza solidale presso i campi.