GRECIA / Febbraio 2026

Situazione attuale

Secondo Aegean Boat Report, in questo inizio del 2026 gli arrivi sulle isole dell’Egeo sono diminuiti del 59,9% rispetto al 2025, con un calo ulteriore tra gennaio e febbraio 2026 del 17,8%. L’ONG riporta che le persone partite dalla Turchia in direzione delle coste greche sono state 1.702, ma di queste solo 737 sono arrivate effettivamente a destinazione. Le restanti 965 sono state riprese dalla Guardia Costiera turca. Di queste, il 10,4% ha subito un pushback da parte della Guardia Costiera greca, ma probabilmente il numero è maggiore.
Il mese di febbraio è stato anche un mese tragico per quanto riguarda le morti in mare. 54 sono le persone che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere la Grecia, alla data di scrittura del presente report. Il 3 febbraio, al largo delle coste di Chios, 15 persone, tra cui donne e minori, hanno perso la vita dopo la collisione tra un barcone in gomma e una nave da pattugliamento della Guardia Costiera greca. Le dinamiche non sono ancora chiare e sono sotto indagine, ma è evidente come la versione ufficiale sia contestata dalle testimonianze dei sopravvissuti.

Il 5 febbraio 2026 è stata approvata la legge numero 5275/2026, che recepisce la direttiva UE 2024/1233, con l’obiettivo di riformare le modalità con cui i cittadini di Paesi terzi possono entrare nei Paesi dell’UE per viverci e lavorarci, attraverso un quadro giuridico più moderno volto a riorganizzare il sistema della migrazione legale.

La nuova legge introduce inoltre una serie di disposizioni che, secondo numerose organizzazioni della società civile, sono contrarie alla Costituzione, al diritto dell’Unione Europea e al Diritto internazionale, criminalizzando legittime azioni umanitarie e limitando lo spazio pubblico della società civile. Anche la Commissione nazionale per i Diritti Umani, l’Ombudsman greco e cinque relatori speciali delle Nazioni Unite hanno espresso preoccupazione per le nuove disposizioni che criminalizzano l’azione di difesa dei Diritti Umani delle organizzazioni della società civile.

Di recente, le autorità greche hanno lanciato un drone Heron 2 di fabbricazione israeliana per monitorare la rotta Libia–Creta.

Il governo greco ha inoltre annunciato il piano di costruire tre nuove strutture per persone in movimento a Creta: un campo e due centri per il rimpatrio.

A seguito della legge di settembre, che criminalizza la presenza irregolare sul territorio greco, circa 800 persone sono state incriminate in base alle nuove disposizioni, con circa 650 condanne effettive.

Condivisione, Lavoro e novità sui Volontari e le Volontarie

Febbraio è stato segnato dall’inizio del Ramadan, mese sacro per l’Islam. Questo evento ha inciso sulle nostre visite ai campi: infatti abbiamo potuto incontrare molte meno persone rispetto al solito. Nonostante ciò, questo periodo dell’anno è anche un’occasione preziosa di scambio e incontro culturale, in cui abbiamo avuto la possibilità di condividere momenti di forte significato con le persone con cui intessiamo relazioni, come l’iftar, il momento in cui si spezza il digiuno al tramonto.

Abbiamo conosciuto A., una donna sudanese che vive a Oinofyta con quattro figli; l’ultimo è nato questo mese. Dopo il parto A. è stata dimessa, ma il bambino è stato trattenuto in ospedale senza informare adeguatamente la madre, che si è molto preoccupata per questa separazione improvvisa. Dopo circa tre settimane è stato possibile dimettere il bambino, ma A. non ha soldi e il campo non ha organizzato alcun trasporto per lei. Abbiamo quindi deciso di accompagnarla a riprendere il figlio.

M., una nostra conoscenza di lunga data, è partito per il Belgio, dove spera di trovare migliori condizioni di vita e dove, se tutto andrà bene, potrà ottenere più velocemente i documenti di residenza. Prima della sua partenza abbiamo passato una mattinata insieme a lui e all’amico A., facendo una passeggiata. È stato un momento di condivisione molto bello e l’ultima occasione per vederli insieme.

Y., un giovane ragazzo siriano che a dicembre aveva ricevuto un rigetto alla sua domanda di asilo, ha ricevuto risposta al ricorso: ha ottenuto la protezione sussidiaria per un anno.

All’inizio del mese due volontari hanno compiuto un viaggio di monitoraggio di una settimana nella zona di Salonicco e della Macedonia del Nord. Di particolare interesse è stata la visita al campo di Vinojug, sul lato nord-macedone del confine, che ha permesso di comprendere meglio le difficoltà affrontate dalle persone in movimento nell’attraversamento di questa frontiera. Inoltre, i volontari hanno potuto osservare il campo di Sintiki, sul lato greco del confine con la Bulgaria. Dalle testimonianze raccolte emerge che probabilmente è uno dei peggiori campi presenti in tutta la Grecia in termini di mancata tutela dei Diritti fondamentali degli individui.

A Oinofyta c’è stata una protesta della comunità curdo-siriana contro le terribili condizioni del campo e per le lunghe attese riguardo alle loro richieste di asilo: alcuni di loro aspettano una risposta da circa due anni. I volontari/e hanno preso parte alla protesta sostenendo e supportando le persone in questo processo di richiesta di rispetto dei loro Diritti Umani.