Questa mattina i marcianti sono partiti dal villaggio di Kallmet accompagnati da un gruppo di ragazzi giunti da Lezha.
La meta prefissata era proprio questa cittadina che ospita la tomba dell'eroe nazionale George Kastrioti Skanderbeg.
Nei 13 km di cammino molte sono state le persone incontrate che ci hanno ringraziato per il messaggio di riconciliazione che cerchiamo di portare con noi.

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La giornata di oggi è iniziata dalla sede comunale di Scutari, da dove siamo partiti per arrivare fino alle porte della città. Dopo un breve trasferimento con i mezzi, i marcianti hanno ricominciato a camminare alla volta di Kallmet.
Presso il villaggio di Blinisht il gruppo si è unito agli Ambasciatori di Pace, Associazione giovanile che lavora molto sulla cultura della pace e del cambiamento.

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La giornata passata è stata molto intensa.
Siamo partiti la mattina presto dal villaggio di Juban salutando alcuni fedeli della chiesa locale, siamo giunti dopo qualche chilometro nel villaggio di Guri i Zi.
Padre Gianfranco Testa ha fatto un breve intervento sul tema della riconciliazione mentre Giulia ha raccontato il lavoro di Operazione Colomba e il senso della marcia.
Dopo questo incontro ci siamo incamminati verso Scutari.

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Oggi la marcia per la Pace contro le vendette di sangue in Albania ha lasciato la citta’ di Puka in mattinata. I marcianti hanno camminato per 8 km fino al villaggio di Kcira. Dopo un piccolo gesto simbolico con il furgone ci si e’ avvicinati nei pressi di Lac Vudejes. Prima di riprendere il cammino i marcianti si sono concessi una pausa ristoratrice al lago di Koman. Il gruppo e’ entrato camminando, gli ultimi 4km che lo separavano dall’abidato, nel pomeriggio.

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Il cammino sulla via della riconciliazione prosegue. Oggi i marcianti sono stati accolti a Fushe Arrëz da un'ondata di suoni e colori tradizionali.Il coinvolgimento delle persone del luogo è stato sorprendente. Nel pomeriggio, dopo un'ora di cammino, l'arrivo a Pukë, ultima tappa della giornata: è stata l'occasione per riflettere insieme alla popolazione sul tema del perdono.

La partecipazione delle Autorità, degli artisti locali e della società civile, ha permesso la diffusione della cultura della riconciliazione grazie alla testimonianza di padre Gianfranco Testa. Numerose sono state anche le sottoscrizioni all'appello.

La strada della pace è aperta.